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Matteo Salvini e il tema "migranti": "Porta a Porta" si chiede se fa le cose giuste o è un "cattivone"

Nella puntata di "Porta a Porta" trasmessa lunedì 18 giugno 2018 su Rai Uno alle ore 24:40, si è discusso sull'operato di Matteo Salvini e sul fenomeno dell'immigrazione. Il leghista Molinari ha ribadito "Stiamo creando un nuovo schiavismo".

Televisione
Pubblicato il 20 giugno 2018, alle ore 23:18

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Matteo Salvini e il tema "migranti": "Porta a Porta" si chiede se fa le cose giuste o è un "cattivone"

Nelle ultime settimane, Matteo Salvini è stato al centro dell’attenzione mediatica. C’è chi ha speso parole gravissime, qualcuno gli ha dato del fascista, qualche ex ministro gli ha dato del bullo, ma la maggior parte del popolo italiano è soddisfatta del suo operato.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha sostenuto che le navi italiane devono essere più vicine alle coste della Penisola italiana. Questo significa che le navi italiane devono essere lontane dalle coste africane perché prima venivano accusate di essere dei traghettatori di migranti.

Punti di vista, identificazione e protezione al di là del Mediterraneo sono l’obiettivo mio, del Governo italiano, spero anche dei francesi, dei tedeschi e di tutta l’Unione Europea” sono le parole dette dal vicepremier leghista durante uno dei suoi ultimi incontri aperti al pubblico. È un Ministro che non vuole mollare la presa. Il suo pensiero prioritario sono gli italiani. È un Ministro che ci tiene a salvare vite umane ma non ci tiene ad accogliere coloro che non scappano dalle guerre perché effettivamente in Italia non c’è posto.

Nella puntata di Porta a Porta del lunedì 18 giugno 2018, Bruno Vespa ha formulato la seguente domanda “Cos’è Salvini? Uno che fa le cose giuste oppure è un cattivone?”. Il Capogruppo della Camera Riccardo Molinari ha spiegato che la questione dei migranti è vista – senza ombra di dubbio – come un business. Ha puntualizzato che a gestire la tratta dei migranti in Libia sono stesse le associazioni e gruppi terroristici come Al Qaeda e l’ISIS. Vedere che vengono spesi 5 miliardi di euro per l’accoglienza dei migranti ha fatto sì che molte cooperative e associazioni si riconvertissero e inventassero un nuovo business creando problemi alla popolazione italiana.

Il leghista Molinari ha precisato che l’Italia è un Paese dove quasi il 40% dei giovani italiani è disoccupato. Quando si parla del Trattato di Dublino, della ricollocazione dei richiedenti asilo, si ci riferisce al 5% di persone che ne hanno davvero titolo a venire in Europa, precisamente sono quelli che fuggono dalle guerre.

Molinari ha sottolineato che il 95% sono migranti economici che lasciano la propria terra per trovare nuove condizioni di vita e un lavoro. Se è difficile dare un lavoro al 40% dei giovani italiani e ogni anno vengono accolti 170 mila disperati e 200 mila giovani scappano all’Estero per lavoro, è impossibile dare delle risposte concrete a queste persone disperate. “Non è fare il loro bene di questi migranti, ma è fare il male loro, fare il male degli italiani che devono vivere in questa situazione drammatica“.

Bruno Vespa ha ribadito che non crede che gli immigrati abbiano tolto il lavoro agli italiani. Il leghista Molinari ha prontamente risposto che nelle piantagioni del Sud gli immigrati vengono sottopagati e cadono nelle mani del caporalato. Facendo così si dà alla luce un nuovo schiavismo: “È questa l’integrazione che vogliamo?“.

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Cosa ne pensa l’autore
Teresa Chirico

Teresa Chirico - Salvare la vita a qualcuno equivale ad assumere la piena responsabilità. Accogliere i migranti su un gommone vuol dire avere la garanzia che sono ben accolti, che troveranno una casa, una sicurezza lavorativa e che non avranno problemi ad inserirsi in un contesto sociale con gli stessi diritti e doveri di un qualsiasi cittadino. È come quando accogli un cane abbandonato in autostrada, lo porti a casa e poi lo scarichi a qualcun altro senza sapere se quella persona può garantirgli tutto ciò di cui ha bisogno. Salvare un migrante ti rende onore, ma scaricarlo altrove incurante del suo destino ti rende immorale.

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