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Le Iene: “qui la bestia non entra”, medico oculistica allontana il cane guida di un non vedente

Nina Palmieri incontra Sergio, cieco da dieci anni, che ha denunciato la sua oculista, perché non ha consentito al suo labrador di accedere con lui all’ambulatorio medico

Televisione
Pubblicato il 21 febbraio 2018, alle ore 23:47

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Le Iene: “qui la bestia non entra”, medico oculistica allontana il cane guida di un non vedente

“I tuoi occhi lasciali fuori, questo mi è stato detto, perché, per me non vedente, il mio cane guida sono i miei occhi”, con queste parole Sergio, diventato improvvisamente cieco circa dieci anni fa per una degenerazione della retina, racconta l’episodio capitogli qualche settimana fa in un ambulatorio medico dell’ASL Torino.

E’ l’inviata de Le Iene, Nina Palmieri, ad ascoltare il racconto dell’uomo, che convive le sue giornate con Fuego, un labrador di tre anni, addestrato per accompagnare un non vedente. Il cane guida è una parte fondamentale della vita di Sergio, visto che lo aiuta a scendere le scale, a camminare per strada, ad attraversare sulle strisce pedonali e persino ad accompagnarlo fino alla fermata dell’autobus.

Sergio e Fuego non hanno problemi ad entrare in ospedale, supermercati, bar e ristoranti, ma qualche settimana fa il loro diritto gli è stato negato per ben due volte dalla dottoressa Popescu, che ha vietato all’animale l’accesso nel suo studio medico.

Ma se nel primo caso, l’uomo, nonostante sia rimasto sorpreso, ha lasciato il cane in sala d’attesa e a tentoni ha raggiunto l’ambulatorio, senza ricevere, a suo dire, aiuto dal medico, nella seconda occasione ha manifestato tutto il suo appunto.

“Qui la bestia no!”, le parole che la dottoressa avrebbe pronunciato in entrambe le occasioni, nonostante nel secondo caso, Sergio abbia fatto presente che una legge dello stato, la n. 37 del 1974, prevede che ad un non vedente “è riconosciuto il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida” e che sono previste sanzioni da Euro 500 ad Euro 2500 a chi ne impedisce l’accesso.

Nonostante le rimostranze dell’uomo, il medico non ha voluto sentire ragioni e pertanto Sergio ha chiamato il giorno stesso i Carabinieri, che sono intervenuti sul posto prendendo le dovute informazioni, e poi il giorno successivo si è recato in caserma per presentare querela contro la dottoressa.

Nell’attesa che la giustizia faccia il suo corso, Nina Palmieri ha voluto sentire anche il parere della dottoressa, che ha confermato di aver operato una scelta corretta, per rispettare la salute degli altri pazienti, presenti in ambulatorio.

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Cosa ne pensa l’autore
Costantino Ferrulli

Costantino Ferrulli - Una storia che vede due ragioni opposte: da un lato un non vedente che senza il suo cane guida si sentirebbe perso e dall’altro un medico, che ritiene che la presenza del cane possa infastidire gli altri pazienti. Probabilmente il medico avrebbe dovuto prima dare una possibilità all’animale prima di emettere sentenze, anche perché questi cani vengono addestrati proprio per aiutare i ciechi. Ogni volta che ne ho incontrato qualcuno, la loro presenza è stata tanto discreta da passare quasi inosservata.

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