Iscriviti

È morto Keiichiro Kimura, il padre di tanti cartoni animati tra cui “L’uomo Tigre” e “Mimì”

Un infarto ha stroncato Keiichiro Kimura, il disegnatore giapponese padre di diversi cartoni animati simbolo degli anni ’80 come “L’Uomo Tigre” e “Mimì e la nazionale di pallavolo”.

Televisione
Pubblicato il 24 ottobre 2018, alle ore 16:06

Mi piace
12
0
È morto Keiichiro Kimura, il padre di tanti cartoni animati tra cui “L’uomo Tigre” e “Mimì”

Keiichiro Kimura, fumettista ideatore di molti celebri cartoni animati giapponesi, è venuto a mancare all’età di 80 anni. A dare la notizia della sua morte avvenuta lo scorso 19 ottobre è stato il figlio Takahiro per mezzo di un messaggio su Twitter, immediatamente ripreso dal quotidiano di Tokyo Asahi Shimbun

A molti il nome del disegnatore e regista giapponese probabilmente non dirà molto, eppure è stato lui a concepire alcuni dei cartoni animati più celebri degli anni ’80. Nato nella prefettura di Gunma il 5 aprile del 1938, i suoi capolavori di animazione nipponica rimarranno per sempre scolpiti nelle menti di chi ha vissuto quell’epoca. In molti ricorderanno L’Uomo Tigre e Mimì e la nazionale di pallavolo, ma il character designer che iniziò la sua carriera nel 1964, passerà alla storia per aver dato alla luce altre serie animate come Kid Samurai, Sinbad, Sally la maga, Cyborg 009, Trider G7 e Sam ragazzo del West.  

Ad ogni modo a riscuotere maggior successo fu sicuramente L’Uomo Tigre. Tratto dal manga di Ikki Kajiwara e Naoki Tsuji, racconta delle vicende di Naoto Date, un orfano cresciuto dopo la fine della seconda guerra mondiale. Addestrato presso la Tana delle Tigri a diventare un sanguinario wrestler, Naoki Tsuji non accetta questo ruolo, e decide di impiegare la sua forza a fin di bene.  

Per aiutare economicamente l’orfanotrofio in cui è cresciuto, lotta indossando la maschera di una tigre. Il suo principale antagonista rimarrà Mister X, l’impresario incaricato di ricondurre all’obbedienza chi decide di non seguire le regole della Tana della Tigri.  

L’invenzione geniale del regista rimane quella di esasperare all’inverosimile ogni gesto dei protagonisti. Kimura chiese infatti agli animatori di “immaginare il ring grande quanto un campo da calcio“, giustificando in questo modo le lunghe corse che precedevano i salti o i colpi da knock out. I 105 episodi de L’uomo Tigre furono trasmessi per la prima volta in Italia nel 1982, e a seguito del successo conseguito, furono riproposti diverse volte sulle emittenti regionali private.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Io ho personalmente avuto il piacere di vivere la stagione dei cartoni animati giapponesi. Tra amici e compagni erano popolarissimi. Oltre alle vicende dei protagonisti, chiunque conosceva a menadito anche i relativi brani musicali, anch’essi diventati un cult. L’uomo Tigre oltre ad essere avvincente, aveva anche una sigla tormentone assai difficile da dimenticare.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!