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WhatsApp: proseguono i test su adesivi, privacy dei media condivisi, cambio numero, fake news

WhatsApp, nei giorni scorsi, ha proseguito i suoi importanti test su più fronti, collaudando le funzioni sul fack checking, sulla privacy dei media condivisi, sul cambio di numero, e - immancabilmente - sui "chimerici" adesivi/stickers, ancora nascosti.

Software e App
Pubblicato il 24 giugno 2018, alle ore 13:35

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WhatsApp: proseguono i test su adesivi, privacy dei media condivisi, cambio numero, fake news

WhatsApp, la celeberrima applicazione di messaggistica istantanea fondata dal fuoriuscito Jan Koum e passata da tempo sotto il controllo di Facebook, prosegue – senza sosta – nelle innovazioni alla sua struttura, introducendo novità a volte invisibili, a volte ben tangibili per gli users. Ecco le principali emerse nei giorni scorsi.

A metà della settimana che si avvia alla conclusione, il team di Menlo Park ha rilasciato la beta 2.18.189 di WhatsApp per Android che, a fronte di implementazioni visibili praticamente assenti, secondo gli insider di WABetaInfo, presentava alcuni avanzamenti nella sezione “stickers/adesivi“, in procinto di arrivare ufficialmente in futuro: in base agli screenshot pubblicati, è possibile notare gli che, per facilitare la selezione degli adesivi, questi ultimi verranno raggruppati in categorie (ad oggi: lol, love, sand, wow) all’interno delle quali saranno acclusi gli adesivi pertinenti. Non mancheranno particolari pacchetti, rappresentati da una miniatura esemplificativa e meno generica.

La successiva versione 2.18.97 di WhatsApp beta per Android (ma in arrivo anche su iOS e Windows Phone), invece, ha ottenuto in dote una miglioria della già presente funzionalità “cambia numero, con la quale viene gestito il trasferimento – in caso di passaggio da un vecchio a un nuovo numero – di chat, gruppi creati, e file sharati. L’implementazione in questione consente di selezionare gli utenti cui notificare il cambio di numero, scegliendo tra tutti, solo alcuni, e quelli con cui è in atto una chat mentre, nel caso dei gruppi, la notifica – in forma di messaggio nelle chat collettive – verrà instradata automaticamente.

Con la versione 2.18.194 di WhatsApp Beta per Android, invece, è tornata – in versione migliorata e più flessibile – la funzione “Visibilità dei media”, apparsa sul finire di Maggio nell’edizione sperimentale 2.18.159 e poi defalcata per poter ricevere con calma dei perfezionamenti, ora visibili: nello specifico, tale opzione è stata spostata dalle impostazioni “Utilizzo dati e archivio” alla finestra “Chat” in modo che, selezionando una conversazione o un gruppo, sarà dalle sue impostazioni relative (“mostra contatto”) che l’utente potrà scegliere se nascondere (sì), o meno (no), nella Galleria del telefono, le foto scambiate (non in modo retroattivo) con tale applicazione. Naturalmente, sarà anche possibile (“predefinita”) lasciare in vigore le scelte prese globalmente per tutte le chat.

Infine, al recente Global Fact-Checking Summit tenutosi a Roma, il portavoce di WhatsApp – Carl Woog – ha confermato lo sviluppo in corso della funzionalità che dovrebbe tutelare il miliardo e mezzo di utenti abiliti all’uso del messenger dalle Catene di Sant’Antonio, dalle bufale, e dalle notizie semplicemente copiate e non scritte di proprio pugno che, sempre più spesso, compaiono nei 65 miliardi di messaggi scambiati ogni dì: ovviamente, il riferimento è all’etichetta “inoltrato” che accompagnerà queste fattispecie di messaggi condivisi.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - WhatsApp testa tali e tante funzionalità, non tutte destinata ad essere adottate, che è difficile starle dietro. Sugli stickers si sta lavorando davvero molto, forse un po' troppo per una feature presente sin dagli albori in WeChat ed altri concorrenti. Interessanti, invece, i lavori in corso per le funzioni sul "cambio di numero" e sulla "visibilità dei media" nella Galleria del telefono: i progressivi affinamenti citati - però - pur andando nel solco della flessibilità, ne incrementano anche la complessità d'uso. La feature "inoltrato", invece, dovrà imparare a distinguere le citazioni dai messaggi banalmente riciclati: compito - questo - mica facile per un'app, anche ricorrendo al machine learning.

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