OpenAI aggiorna Codex su Windows con due novità principali: la funzione “computer use”, che permette all’AI di controllare direttamente il PC eseguendo azioni come clic, digitazione e navigazione tra le app, e una nuova modalità di gestione remota tramite smartphone, utile per monitorare e controllare le attività anche a distanza. A queste si aggiunge una componente più leggera e visiva con i nuovi compagni digitali animati, ispirati al vecchio Clippy, che assistono l’utente segnalando stati e completamenti senza intervenire nel codice.
OpenAI Codex sbarca su Windows: ora puoi controllare il PC anche dallo smartphone
OpenAI amplia le potenzialità di Codex e porta su Windows alcune delle funzioni più avanzate già viste su macOS. Con il nuovo aggiornamento dell’app ChatGPT per il sistema operativo di Microsoft, gli sviluppatori possono ora sfruttare un assistente AI capace non solo di generare codice, ma anche di interagire direttamente con il computer per eseguire attività complesse in autonomia. La novità più importante riguarda la cosiddetta funzione di “computer use”, che consente a Codex di prendere il controllo dell’interfaccia grafica del PC.
L’intelligenza artificiale può spostare il cursore del mouse, fare clic sui pulsanti, inserire testo nei campi richiesti e navigare tra le applicazioni per completare operazioni che normalmente richiederebbero l’intervento diretto dell’utente. Si tratta di una soluzione particolarmente interessante per chi sviluppa software, testa applicazioni o deve riprodurre specifiche situazioni operative senza intervenire manualmente su ogni passaggio. Questa modalità apre nuovi scenari soprattutto nel settore professionale. Gli sviluppatori possono utilizzare Codex per configurare programmi, eseguire verifiche automatiche, simulare procedure ripetitive e individuare anomalie dell’interfaccia.
In pratica, l’assistente AI non si limita più a suggerire codice, ma diventa un vero e proprio collaboratore digitale in grado di interagire con l’ambiente di lavoro. Esiste però una differenza importante rispetto all’implementazione disponibile sui computer Apple. Su Windows, infatti, le operazioni vengono eseguite in primo piano. Questo significa che durante l’attività automatizzata l’utente non può utilizzare contemporaneamente la stessa sessione di lavoro, poiché il controllo dello schermo viene temporaneamente occupato dalle azioni eseguite dall’intelligenza artificiale.
L’altra grande novità riguarda la gestione remota. OpenAI ha infatti integrato un sistema che permette di collegare il PC Windows all’app ChatGPT installata sullo smartphone. In questo modo diventa possibile monitorare l’avanzamento dei progetti anche lontano dalla scrivania. L’utente può avviare nuove attività, inviare istruzioni aggiuntive, approvare determinate operazioni e verificare i risultati direttamente dal telefono. La funzione offre anche la possibilità di consultare schermate aggiornate del computer e controllare lo stato dei processi in corso. Per chi lavora spesso in mobilità, questa integrazione rappresenta un notevole passo avanti nella gestione dei flussi di lavoro, consentendo di mantenere il controllo delle attività senza essere fisicamente davanti al PC.
L’aggiornamento include inoltre diversi miglioramenti minori che rendono l’esperienza più completa. OpenAI ha introdotto una sezione profilo rinnovata che mostra in maniera più chiara le statistiche di utilizzo, l’attività svolta e il consumo dei token. Sono stati inoltre corretti alcuni problemi tecnici segnalati dagli utenti nelle versioni precedenti, contribuendo a migliorare la stabilità generale dell’applicazione. L’arrivo di queste funzionalità su Windows rappresenta un passaggio significativo per OpenAI, che punta a rendere Codex sempre più centrale nei flussi di lavoro degli sviluppatori e dei professionisti del software. L’intelligenza artificiale sta infatti evolvendo da semplice strumento di supporto alla scrittura del codice a piattaforma capace di eseguire operazioni concrete sui dispositivi degli utenti. Con questa evoluzione, il confine tra assistente virtuale e collaboratore operativo continua ad assottigliarsi. Se le prestazioni e l’affidabilità si dimostreranno all’altezza delle aspettative, Codex potrebbe trasformarsi in uno degli strumenti più interessanti per aumentare produttività ed efficienza nello sviluppo software quotidiano.
OpenAI rispolvera Clippy in chiave AI: in Codex arrivano i nuovi “compagni digitali”
OpenAI introduce una novità curiosa all’interno di Codex, lo strumento dedicato agli sviluppatori che sfrutta l’intelligenza artificiale per supportare la scrittura e la gestione del codice. Si tratta di una serie di assistenti virtuali animati che popolano l’interfaccia dell’applicazione, pensati per rendere l’esperienza di programmazione più interattiva e meno isolata, senza però interferire direttamente con il lavoro dell’utente.
Questi elementi, descritti come piccole entità digitali fluttuanti, non hanno il compito di generare codice in autonomia, ma agiscono come sistemi di supporto contestuale. Monitorano l’attività in background e intervengono solo quando necessario, segnalando il completamento di un’operazione oppure evidenziando eventuali passaggi che richiedono attenzione. L’idea è ridurre il continuo cambio di finestra e concentrare tutte le informazioni utili in un unico ambiente di lavoro.
L’interazione è stata progettata per essere immediata: attraverso un semplice comando all’interno di Codex è possibile attivare o disattivare questi assistenti, che possono essere richiamati in qualsiasi momento durante la sessione di sviluppo. OpenAI ha previsto un set iniziale composto da otto archetipi differenti, ciascuno con una propria identità visiva e comportamentale, ma il sistema è stato pensato per essere estendibile.
Il punto più interessante riguarda infatti la possibilità di creare nuovi compagni digitali personalizzati tramite descrizioni testuali, sfruttando lo stesso modello di intelligenza artificiale alla base della piattaforma. Questo ha già dato vita a una serie di esperimenti da parte degli utenti, con risultati che spaziano da figure fantasy a reinterpretazioni ironiche di vecchi assistenti virtuali, incluso il celebre Clippy, diventato ormai un’icona della storia di Microsoft.
La funzione è disponibile sia su Windows sia su macOS e si inserisce in una strategia più ampia di OpenAI orientata a rendere gli strumenti di sviluppo sempre più accessibili e meno rigidi dal punto di vista dell’interfaccia. Per incentivare l’utilizzo creativo, l’azienda ha inoltre introdotto una piccola iniziativa dedicata alla community: gli autori dei compagni virtuali più originali riceveranno un periodo di accesso gratuito a ChatGPT Pro.