Meta accelera su sicurezza e AI: tra WhatsApp, Instagram e nuove regole sui dati

Meta aggiorna WhatsApp, Instagram e Facebook con un focus su sicurezza e intelligenza artificiale: da un lato l’abbandono delle versioni iOS più vecchie e il contrasto a campagne spyware come NSO Group, dall’altro nuove misure di protezione per gli account Instagram e un ampliamento dell’uso dei dati esterni per personalizzare feed e risposte AI, con controlli dedicati per gli utenti.

Meta accelera su sicurezza e AI: tra WhatsApp, Instagram e nuove regole sui dati

Meta continua a lavorare sul fronte software con una serie di novità che riguardano alcune delle sue piattaforme più importanti. Nelle ultime ore sono emerse informazioni significative relative a WhatsApp, Facebook e Instagram che mostrano come l’azienda stia concentrando sempre più risorse sulla sicurezza degli utenti, sull’evoluzione tecnologica delle proprie applicazioni e sul contrasto alle minacce informatiche.

WhatsApp abbandonerà le vecchie versioni di iOS

La prima novità interessa milioni di utenti iPhone. WhatsApp ha annunciato che dal 30 novembre 2026 l’applicazione funzionerà esclusivamente sui dispositivi equipaggiati con iOS 15.5 o versioni successive. La decisione coinvolgerà anche WhatsApp Business, che seguirà la stessa politica di compatibilità. In realtà il cambiamento sarà meno traumatico di quanto possa sembrare. Chi utilizza attualmente iOS 15.0, 15.1, 15.2, 15.3 o 15.4 potrà semplicemente aggiornare il proprio dispositivo a una versione più recente del sistema operativo senza dover acquistare un nuovo iPhone. Tutti i modelli compatibili con iOS 15 possono infatti installare anche i successivi aggiornamenti della stessa famiglia software. Secondo WhatsApp, mantenere il supporto alle versioni più datate del sistema operativo richiede risorse sempre maggiori e limita l’introduzione di nuove funzionalità. Le API più moderne offerte da Apple consentono infatti di sviluppare strumenti più avanzati, migliorare la stabilità dell’app e ridurre il tempo dedicato alla correzione di problemi presenti esclusivamente sulle release meno recenti. L’obiettivo dichiarato è quello di concentrare gli sforzi sulle piattaforme maggiormente utilizzate dagli utenti, accelerando lo sviluppo delle future funzionalità e migliorando l’affidabilità generale del servizio.

WhatsApp torna all’attacco di NSO Group

La seconda novità riguarda uno dei casi più discussi nel settore della sicurezza digitale. Dopo aver ottenuto una storica vittoria legale contro la società israeliana NSO Group, sviluppatrice del noto spyware Pegasus, WhatsApp sostiene di aver individuato nuovi tentativi riconducibili all’azienda nonostante un’ingiunzione permanente emessa da un tribunale statunitense. Secondo Meta, NSO avrebbe continuato a effettuare operazioni contro utenti WhatsApp attraverso campagne basate su link fraudolenti indirizzati verso siti esterni alla piattaforma. L’azienda afferma inoltre di aver identificato e rimosso account e gruppi di prova utilizzati nell’ambito di queste attività. Per questo motivo WhatsApp ha chiesto alla magistratura americana di intervenire nuovamente nei confronti di NSO Group, accusata di aver ignorato gli obblighi imposti dalla precedente sentenza. Meta sottolinea come il fenomeno dello spyware non rappresenti soltanto un problema di privacy, ma una questione che coinvolge anche la sicurezza nazionale. Nel corso degli anni strumenti di questo tipo sono stati associati a operazioni indirizzate verso giornalisti, funzionari governativi, membri delle forze armate e organizzazioni umanitarie. Contestualmente, WhatsApp ha annunciato il proprio sostegno alla Spyware Accountability Initiative, un’organizzazione che finanzia attività di ricerca forense e analisi dedicate all’individuazione di software di sorveglianza avanzati.

Instagram chiude una falla sfruttata tramite Meta AI

Anche Instagram è stato protagonista di un importante aggiornamento sul fronte della sicurezza. Meta ha confermato l’esistenza di una vulnerabilità che è stata sfruttata da un gruppo di hacker per ottenere il controllo di circa 20 mila account. La particolarità del caso risiede nel fatto che gli aggressori avrebbero utilizzato il chatbot di assistenza basato su Meta AI per modificare gli indirizzi e-mail associati agli account bersaglio durante la procedura di recupero della password. Una volta aggiunto il nuovo indirizzo, gli hacker riuscivano a ricevere i codici temporanei necessari per completare il cambio della password e assumere il controllo del profilo. Tra gli account coinvolti figuravano anche profili di grande visibilità, inclusi quelli della Casa Bianca, della Space Force statunitense e della ricercatrice di sicurezza Jane Wong. Dopo aver individuato il problema, Meta ha disattivato immediatamente la funzione interessata, invalidato i link di recupero generati attraverso il sistema compromesso e avviato controlli di sicurezza sugli account coinvolti. Gli utenti interessati sono stati invitati a effettuare una nuova configurazione delle credenziali di accesso prima di tornare a utilizzare normalmente il servizio.

Meta cambia strategia sui dati: più personalizzazione per feed e AI, ma con controllo per gli utenti

Meta aggiorna le condizioni d’uso di Facebook e Instagram ampliando l’utilizzo dei dati raccolti anche al di fuori delle proprie piattaforme: non solo per la pubblicità, ma anche per personalizzare i contenuti dei feed e migliorare le risposte generate dall’intelligenza artificiale. Finora queste informazioni venivano impiegate soprattutto per il targeting adv, mentre ora contribuiranno a modellare anche suggerimenti e interazioni AI, ad esempio trasformando un acquisto online in contenuti correlati nel feed. L’azienda precisa però che non si tratta di nuovi dati raccolti, ma di un uso più esteso di quelli già condivisi da siti e servizi terzi tramite sistemi di tracciamento, e introduce un’unica impostazione, “Attività da altre aziende”, che permette agli utenti di limitare o disattivare questa personalizzazione. Il rollout sarà globale ma con diverse esclusioni iniziali, tra cui Europa e altri mercati soggetti a normative più stringenti sulla privacy.

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