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Facebook stimola le Storie con la realtà aumentata e l’effetto Boomerang, WhatsApp combatte gli sconosciuti

Conclusesi le audizioni di Zuckerberg a Washington, Facebook è già partita con alcune novità, volte a stimolare la condivisione di Storie tramite l'applicazione di propri disegni in realtà aumentata. WhatsApp, nel frattempo, mira a combattere gli sconosciuti.

Software e App
Pubblicato il 14 aprile 2018, alle ore 19:11

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Facebook stimola le Storie con la realtà aumentata e l’effetto Boomerang, WhatsApp combatte gli sconosciuti

Terminata l’audizione di Zuckerberg (day one, day two) al cospetto del Congresso americano, per Facebook è già tempo di rimettersi al lavoro, a suon di novità in procinto di arrivare sulla companion app del social, all’insegna delle Storie, e su WhatsApp, in nome di una maggior tutela degli utenti nei confronti degli sconosciuti. Vediamo, quindi, di cosa si tratta.

La novità relativa al social network in blu, scovata dal portale TechCrunch, sarà presto integrata nella companion app Android e iOS del medesimo, e riguarda le Storie, emulate da Snapchat, ma mai amate davvero dagli oltre 2 miliardi di iscritti. Queste ultime sembrano destinate a ricevere – tramite la fotocamera in-app dell’app – il supporto dello strumento 3D drawing e del formato Boomerang, ambedue prestiti della controllata Instagram.

Con il 3D drawing, sarà possibile applicare, sulle foto scattate o i video girati, in ottica realtà aumentata, dei disegni 3D realizzati a punta di dito sulla superficie del display, e condividere il risultato finale con gli amici tramite – appunto – le Storie. Nella fattispecie afferente il Boomerang, invece, si tratta della possibilità di utilizzare un certo numero di foto onde confezionarne una breve clip che si ripete ad infinitum, per poi condividere il tutto instradandolo nel canale dedicato alle Storie

Per quanto riguarda WhatsApp, si tratta di una novità individuata dai proverbiali leakers di WABetaInfo, che – nella nuova beta 2.18.111 dell’app per Android – oltre a un curioso bug che la rende “anglofona”, ed al fix di un problema alle scorciatoie Ascii che portava ad etichettare le conversazioni di “oggi” e “ieri” rispettivamente come 89GI e 89RI, hanno individuato una feature utile in ottica anti-sconosciuti, basata sull’indicizzazione delle vCard (i bigliettini da visita digitali corredati di info quali nome/cognome, indirizzo, mail, numero di telefono, etc), già da tempo condivisibili nel corso delle chat.

Ebbene, nel caso qualcuno – in passato – ci abbia inviato la vCard di un utente, e quest’ultimo in seguito ci contatti in chat, nella medesima conversazione un messaggio ci proporrà di vedere proprio le informazioni contenute nella vCard del mittente (con la facoltà, per noi destinatari, di rifiutare con un bel “no grazie”).

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - WhatsApp, lentamente, sta cominciando a fare qualcosa per tutelare i suoi utenti da situazioni fastidiose. Dopo l'avvio delle sperimentazioni relative ad alcune misure antispam/catene, è la volta di una funzione già più avanzata - dacchè arriva in una beta pubblica - che permetterà di approcciare meglio le chat inviate da utenti sconosciuti, non ancora presenti nella nostra rubrica. Per quanto riguarda Facebook, notoriamente sono poco clemente con le novità inerenti le Storie ma, in questo caso, credo che possa rivelarsi azzeccata l'idea di stimolarle valorizzando in ottica AR le foto ed i video girati: visto il successo che la realtà aumentata sta incontrando in seguito al varo dell'iPhone X, non mi stupirei che Zuck - questa volta - c'abbia preso...

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