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Facebook: Messenger "accoglie" i video pubblicitari auto-riprodotti, in attesa dell’AI che abbellisca le foto

Facebook, per mettere a frutto il bacino d'utenza di Messenger, vi ha introdotto i video pubblicitari auto-riprodotti e, presto, potrebbe fare lo stesso anche con l'intelligenza artificiale, cui spetterebbe il compito di ritoccare le foto con gli occhi chiusi.

Software e App
Pubblicato il 20 giugno 2018, alle ore 18:25

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Facebook: Messenger "accoglie" i video pubblicitari auto-riprodotti, in attesa dell’AI che abbellisca le foto

Facebook, pur al centro di un ampio ecosistema applicativo, comprendendo anche WhatsApp (al centro di svariante novità) ed Instagram, è pur sempre un social network che, nell’epoca degli smartphone, è da questi ultimi che, sempre più, trae linfa vitale: normale quindi che, mettendo a frutto il gran successo del suo Messenger vi abbia introdotto i video pubblicitari con riproduzione automatica, e che stia usando l’intelligenza artificiale per correggere le foto che, proprio tramite i device mobili, si scattano e si condividono praticamente a ogni attimo della giornata.

In merito alla prima novità, ha fatto discutere non poco l’intervista che un portavoce di Menlo Park ha rilasciato al portale Quartz, allorché ha annunciato, tramite le pagine digitali di quest’ultimo, che è partito il roll-out dei video pubblicitari con avvio automatico in Messenger. Secondo la fonte, tali video – per ora disponibili a un ristretto numero d’utenti – verranno estesi gradualmente a sempre più utilizzatori dell’applicazione, che – in ogni caso – manterranno il controllo sulla loro esperienza.

Nello specifico, si tratterà di un controllo parziale, dacché non sarà possibile bloccare del tutto e massivamente tutti gli annunci, ma solo influenzare i criteri che condizionano la comparsa delle ads, o intervenire singolarmente su ogni video pubblicitario, nascondendolo o segnalandolo. Il responsabile pubblicitario di Messenger, Stefanos Loukakos, invece, nel corso di un’intervista fornita a Recode, ha svelato di non sapere come gli users accoglieranno tale novità, già in sperimentazione da almeno un anno: quando si è partiti con le pubblicità tradizionali, non è cambiato molto né il modo d’usare l’app, né il volume di messaggi scambiati, confermando l’immutata usabilità della chat-app social più blu che vi sia. Sarà lo stesso anche con l’arrivo del nuovo formato?

Infine, la novità di più lunga prospettiva, sicuramente destinata a un gran successo lato mobile. Come riportato in un dossier pubblicato dai laboratori di ricerca facebookiani (Facebook Research), ci si è resi conto che non sempre si pubblicano foto migliori di se stessi e che, nel pubblicarne di poco buone, si ottengono pochi riscontri e interazioni: per risolvere questo problema senza che le persone si frenino dal pubblicare scatti non all’altezza, Facebook ha svelato di essere al lavoro su un’intelligenza artificiale, il “generative adversarial network”, che sarà in grado di correggere le foto in cui si appare con gli occhi chiusi, mostrandole come se non vi fosse stato il battito di ciglia.

Il tutto, ancora allo stato embrionale (funziona bene con gli autoscatti frontali, meno con quelli in cui si è coperti da occhiali o in pose troppo angolate), sarà ottenuto tramite il machine learning, dando a Menlo Park il permesso di analizzare tutte le proprie foto, sì da distinguere quelle in cui gli occhi sono perfettamente aperti: una situazione, quest’ultima, che verrà poi replicata, adeguatamente e realisticamente, anche sugli scatti meno felici. Con buona pace della privacy

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Facebook punta sempre di più sull'ambito mobile, come dimostrato dai continui aggiornamenti di Messenger che, presto, potrebbe migliorare - ricorrendo all'intelligenza artificiale - gli scatti che vengono scambiati con gli altri utenti, nel corso delle chat, o pubblicati direttamente sul network via companion app. Tuttavia, dubitiamo che i fan di Zuckerberg saranno molto contenti di avere a che fare con le pubblicità in forma di video autoriprodotti: presumibilmente, tale novità, se estesa davvero a tutti, potrebbe portare a una notevole fuga verso client di terze parti.

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