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Facebook: la protezione delle foto profilo e le playlist Spotify di gruppo

Facebook ha annunciato l'avvio della sperimentazione di alcune misure volte a tutelare le immagini del profilo, mentre il partner Spotify ha comunicato - sin da ora - la possibilità di creare playlist collettive via Messenger.

Software e App
Pubblicato il 23 giugno 2017, alle ore 10:18

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Facebook: la protezione delle foto profilo e le playlist Spotify di gruppo

Sempre più spesso, la cronaca internettiana riporta di casi di catfishing in cui qualcuno, al fine di ricavare un indebito vantaggio, inganna altri utenti del web, assumendo un’identità non propria, rubata a terzi. Facebook ne è consapevole e, nel suo bollettino NewsRoom, ha annunciato una serie di misure per tutelare le foto del profilo e, quindi, “chi ci mette la faccia”.

Nello specifico, secondo il comunicato di Menlo Park, a partire dal mercato indiano che – per primo ha espresso una tal esigenza di tutela – verranno introdotte alcune nuove funzionalità per la privacy, a tutela di coloro che accedono al social tramite le app mobili, e la versione web based

Innanzitutto, per tutelare la foto del profilo, e incrementarne il controllo da parte del legittimo proprietario, verrà stabilito che – quando una foto sarà protetta – sarà impossibile che altri la scarichino e la condividano via messaggio, che vi facciano uno screenshot (qui, si parte da Android), o che – nel caso non siano tra i contatti del soggetto coinvolto – possano taggare qualcuno nella succitata foto. Oltre a ciò, ma sempre in tema di tutela dell’immagine personale, Facebook introdurrà anche un secondo livello filigranato, per ora ispirato ai tessuti tipici dell’India, che andrà a sovrapporsi all’immagine, sì da renderne facilmente identificabile il furto e la provenienza: secondo Facebook, infatti, le foto modificate con un secondo layer hanno il 75% di possibilità in meno d’esser rubate/copiate (deterrente psicologico). 

A denotare le foto dotate di queste protezioni, agirà un riquadro di colore blu, che contornerà il perimetro della foto, assieme ad un badge rappresentato da un piccolo scudo. Come detto, si parte dall’India, ma è verosimile pensare che, in caso di esito positivo, tale implementazione possa estendersi all’utenza mondiale. 

Inoltre, Spotify ha annunciato l’integrazione della sua piattaforma in Messenger, in modo da supportare la creazione di playlist di gruppo: in pratica, dopo che si sarà aggiornata la chat app di Facebook, intraprendendo una conversazione collettiva, e premendo sul segno “+” a sinistra della fotocamera in-app, si potrà accedere all’estensione del mediastreamer in questione, e iniziare a creare una playlist – dotata di nome – alla quale aggiungere delle tracce musicali. Com’è facile intuire, gli altri partecipanti alla chat, potranno sia ascoltare le tracce già aggiunte, che inserirne di proprie creando – appunto – una playlist collettiva e collaborativa: il tutto, anche senza aver Spotify già installata in locale

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Era ora! I casi di appropriazione indebita dell'altrui identità sono sempre di più e, sovente, sono al centro di fatti di cronaca non propriamente piacevoli: a questo punto, fermo restando che le misure annunciate sono molto valide, perché limitarle solo all'India e non estenderle da subito anche altrove? E non solo: perché limitarsi alle foto del profilo? La novità, invece, relativa alle playlist collettive tramite Spotify è molto piacevole e renderà, di certo, le chattate collettive tramite Messenger più vivaci e ritmate.

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