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Attenzione alla truffa del finto rimborso del Canone Rai, ed a quella del finto buono spesa Lidl

Proprio a cavallo del Ponte del 1° Maggio, pronte ad approfittare della distrazione degli utenti, hanno accentuato la loro diffusione due truffe, diffuse tramite mail (finto rimborso del Canone Rai) e WhatsApp (finto buono spesa Lidl).

Software e App
Pubblicato il 29 aprile 2018, alle ore 18:41

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Attenzione alla truffa del finto rimborso del Canone Rai, ed a quella del finto buono spesa Lidl

Le truffe online non vanno mai in vacanza e, come sempre, si avvalgono dei due più popolari canali di interazione attuali, la posta elettronica e WhatsApp, per mietere danni tra gli utenti distratti dalla programmazione del Ponte del 1° Maggio: proprio in queste ore, infatti, è in corso il phishing del falso rimborso RAI, e l’ennesimo evergreen whatsuppiano relativo a un grosso brand che celebra l’anniversario a suon di sconti.

Nel primo caso, l’annuncio è avvenuto ad opera del cacciatore di phishing @illegalFawn, che ha scoperto come – sin dal 21 Aprile – a molti utenti stiano arrivando delle mail in cui li si avvisa di aver diritto a ricevere un piccolo rimborso per il Canone versato alla RAI: per avvalersene, basterebbe solo cliccare sul link contenuto nel testo della missiva e, giunti sul portale rimborso.rai.it, procedere alla compilazione di un modulo. In quest’ultimo, reso verosimile dalla citazione di un numero di protocollo, andrebbero prima fornite le informazioni anagrafiche personali e, poco sotto, quelle afferenti la propria carta di credito, codice CVV (di autorizzazione) e data di scadenza comprese

Messe a conoscenza della questione, sia la Polizia Postale – tramite il suo account Facebook “Una vita da social” – che l’Agenzia delle Entrate hanno confermato che si tratta di un tentativo di phishing che mira a carpire i dati personali e, in particolar modo, quelli finanziari, magari per accreditare spese non autorizzate. L’Agenzia delle Entrate non ha inviato alcuna mail del genere, dai suoi indirizzi reali, e la RAI non ha varato alcuna iniziativa di parziale rimborso: nel ricevere cotale mail, è di vitale importanza – oltre al non cliccare sul link proposto – il cestinare la missiva appena ricevuta, senza fornire alcun dato di quelli richiesti tramite il succitato modulo.

Dal mitico portale Bufale. net, invece, giunge la segnalazione di una pericolosa bufala in circolazione, resa capillare tramite il diffusissimo canale di WhatsApp: ancora una volta, ad essere coinvolta, sua malgrado, è la catena teutonica dei discount Lidl, alla quale verrebbe attribuito il fantomatico intento di festeggiare un inventato 60esimo anniversario (in realtà, l’azienda ha più di 80 anni, ed è in Italia da meno di 30!), ovviamente a suon di buoni spesa, del valore di 60 euro cadauno.

Il messaggio, breve, risulta scritto in un italiano approssimativo, mostra una strana grafia del brand (LiDL), e conduce ad un finto sito della catena di distribuzione, all’interno del quale viene richiesto di compilare un breve sondaggio (per acquisire i dati dell’utente ed iscriverlo a costosi abbonamenti settimanali prosciuga-credito), e di re-inoltrare la “promozione” a 20 propri amici, per massimizzare le possibilità di vittoria. Ovviamente, è tutto falso, ed il consiglio, come nel caso precedente, è quello di cestinare il messaggio, proveniente da numeri anonimi, appena ricevuto, avendo cura di avvertire i propri contatti meno attenti e smaliziati

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - Tanto per non farmi mancare nulla, anche io ho ricevuto la mail del finto rimborso RAI e, com'è finita nella cartella Spam, così ce l'ho lasciata tranquillamente, ben consapevole che non esisteva alcuna procedura di rimborso del canone in atto: una cosa di tale importanza, considerato che ormai il Canone arriva in bolletta, sarebbe finita su tutti i media, strombazzata a dovere. Diverso è il discorso dei finti buoni spesa che circolano su WhatsApp: solo da poco vi sono gli account certificati per WhatsApp for Business e, quindi, è ancora piuttosto comprensibile che vari utenti si lascino ingannare da finte promozioni, tanto più se promettono l'equivalente gratis di una spesa settimanale.

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