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Toilette, il 60% della popolazione mondiale non la conosce

Il messaggio è stato lanciato dall'Onu: il 60% della popolazione mondiale non può usufruire regolarmente di una toilette; inoltre, una scuola su cinque non ha i servizi igienici.

Salute
Pubblicato il 11 novembre 2019, alle ore 12:30

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Toilette, il 60% della popolazione mondiale non la conosce

Il 19 Novembre è la Giornata Internazionale dedicata alla toilette. La scelta di dedicare un intero giorno ai servizi igienici può sembrare strana, ma è stata indetta dall’Onu al fine di sensibilizzare la popolazione verso un grave problema di carenza di igiene. Più del 60% della popolazione mondiale, infatti, non dispone di servizi igienici in casa.

I dati, rilasciati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, parlano chiaro: 4,5 miliardi di persone non sanno cosa significhi avere una stanza da bagno e di questi, 892 milioni soggetti sono costretti ad utilizzare unicamente spazi aperti. L’impatto di questa grave carenza igienica genera degli effetti devastanti sulla salute pubblica, così come sulle condizioni di vita: le semplici azioni quotidiane come lavorare e nutrirsi possono risultare molto più difficoltose.

Sempre in relazione ai dati rilasciati dall’Onu, circa 900 milioni di studenti non dispongono di lavandini all’interno della scuola, mentre un istituto su cinque non ha la toilette; tale mancanza si trasforma in un problema soprattutto per le ragazze che, durante il periodo delle mestruazioni, sono costrette a perdere alcuni giorni di scuola.

E’ proprio per sensibilizzare sulla carenza di igiene nel mondo che l’Onu ha deciso di indire una giornata, il 19 Novembre, dedicata alla toilette. L’Organizzazione delle Nazioni Unite sottolinea: “Le toilettes salvano la vita perchè impediscono il diffondersi di malattie“, evidenziando come molti Stati non parlino mai apertamente di tale problema, ritenendolo appartenente alla sola sfera privata del cittadino.

L’obbiettivo della Giornata Internazionale della Toilette è quello di richiamare l’attenzione dei Paesi, soprattutto quelli nel continente africano ed in India, dove la mancanza di servizi igienici adeguati è considerata normale. Inoltre, l’Onu, invita gli Stati in questione a prendere provvedimenti in merito alla gestione delle acque: si stima, infatti, che 1,8 miliardi di persone possa bere acqua non depurata da possibili contaminazioni fecali. Successivamente, l’80% dell’acqua utilizzata per le attività umane ritorna in circolo nell’ecosistema senza essere stata adeguatamente trattata e depurata.

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Cosa ne pensa l’autore
Laura Filippi

Laura Filippi - Le cifre emerse dalle stime fatte dall'Onu fanno rabbrividire: quello che per noi è considerata la normalità, per oltre la metà della popolazione mondiale è ancora un servizio estremamente scarso, se non addirittura inesistente. Dubito che sia sufficiente una giornata dedicata al problema per risolvere le mancanze, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.

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