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Sclerosi multipla: nuova terapia in Italia a carico del Ssn

Per la prima volta in Italia sarà erogato un farmaco per il trattamento della sclerosi multipla a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Si tratta del Ocrelizumab.

Salute
Pubblicato il 7 ottobre 2018, alle ore 09:29

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Sclerosi multipla: nuova terapia in Italia a carico del Ssn

Le persone affette da sclerosi multipla in Italia sono circa 118mila; la patologia colpisce soprattutto i giovani, specialmente le donne, con un’età compresa tra i 20 e i 40 anni. Comporta gravi disabilità.

Per la terapia specifica è disponibile adesso un farmaco che per la prima volta in Italia, sarà a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). La molecola si chiama Ocrelizumab e ha ricevuto l’approvazione dell’Agenzia italiana del Farmaco. Può essere somministrato solo in ambito ospedaliero.

Il nuovo farmaco

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha deciso di inserire l’ocrelizumab, specifico per il trattamento della sclerosi multipla, tra i farmaci che appartengono alla classe H. Ciò significa che sarà erogato dal Ssn ma solo in ambito ospedaliero. La notizia è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.204 del 3 settembre 2018.

La molecola è stata sviluppata dall’azienda Roche che sta eseguendo ulteriori studi per valutare l’efficacia sui pazienti. Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato dell’azienda farmaceutica ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di poter introdurre in Italia un trattamento che sarà un’arma importante per tante persone che conducono quotidianamente la propria personale battaglia contro questa patologia, anche per chi ad oggi non aveva a disposizione una cura riconosciuta dalle autorità regolatorie”.

Il farmaco è indicato per i pazienti adulti affetti da forme recidivanti di sclerosi multipla (SMR) e per i pazienti adulti affetti da sclerosi multipla primariamente progressiva (SMPP).Secondo gli esperti, la molecola è efficace e sicura; può essere somministrata già nelle fasi precoci della patologia e ritardare gli effetti sulla mobilità che portano il paziente a dover usare la sedia a rotelle.

Alcune dichiarazioni

Il mondo medico-scientifico ha subito accolto la notizia positivamente. Carlo Pozzilli, direttore del Centro sclerosi multipla dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma, ha dichiarato: “Questo farmaco viene somministrato endovena ogni 6 mesi e non prevede analisi di routine. Ha quindi una grande semplicità di impiego: un passo avanti straordinario rispetto agli approcci orali quotidiani e alle infusioni a cadenza mensile attualmente disponibili”.

Altrettanto entusiasta è Giancarlo Comi, direttore della Neurologia all’Ospedale San Raffaele di Milano che dichiara “È una vera rivoluzione copernicana – commenta – questo è un giorno che resterà nella storia della sclerosi multipla”.

Francesco Patti, responsabile del Gruppo di studio Sclerosi multipla della Società Italiana di Neurologia, aggiunge che “la rimborsabilità del farmaco è un ulteriore passo in avanti che consentirà a migliaia di persone con sclerosi multipla di beneficiare di questo trattamento innovativo. È imprescindibile, però, che si cerchi di garantire sin da subito e a tutti i pazienti un accesso al farmaco senza disparità tra le varie Regioni”.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - Queste sono belle notizie. La ricerca va avanti e dà speranza. Il fatto che per la prima volta in Italia possa essere erogato un farmaco così importante è una bella notizia che rincuora. La speranza è che un giorno si trovi una cura definitiva che permetta ai pazienti di ristabilirsi totalmente.

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