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Johnson & Johnson ha taciuto per anni sulla presenza di amianto nel talco per bambini

Johnson & Johnson sapeva da decenni dell’esistenza di amianto all’interno del talco comunemente utilizzato per i bambini. La società nega le accuse, ma intanto il titolo perde in borsa 40 miliardi di dollari di valore di mercato

Salute
Pubblicato il 19 dicembre 2018, alle ore 06:45

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Johnson & Johnson ha taciuto per anni sulla presenza di amianto nel talco per bambini

Johnson & Johnson avrebbe per anni nascosto la presenza di amianto nel talco per bambini. A sostenerlo sono le conclusioni di un’inchiesta portata avanti dalla Reuters.

Secondo l’agenzia di stampa britannica – che ha avuto modo di accedere a centinaia di documenti, report interni, memo aziendali, deposizioni e testimonianze rese nel periodo intercorrente tra il 1971 e il 2000 – i vertici della multinazionale statunitense erano a conoscenza di questo dato che è stato volutamente taciuto ai consumatori.

In altre parole la società sapeva da mezzo secolo della presenza di amianto nella polvere utilizzata per il cambio dei bambini. Ma non ci sarebbe solo questo: manager, avvocati e scienziati della società, hanno fatto di tutto per occultare le prove della presenza di questo elemento, considerato altamente pericoloso per la salute.

Gli effetti

La società ha respinto le accuse, bollando la notizia come “di parte, falsa e provocatoria”. Ma la borsa non ha creduto alla replica dei diretti interessati. Il titolo è infatti crollato del 10%, arrivando a bruciare qualcosa come 40 miliardi di dollari di valore di mercato. Anche gli investitori sono in allarme per quello che ha l’aria di essere il più grosso tonfo degli ultimi 16 anni.

Le prove, però, sarebbero schiaccianti. Come ribadito dalla Reuters, “nel 1976, la Us Food and Drug Administration stava considerando i limiti di asbesto sui prodotti cosmetici. E J&J aveva assicurato le autorità di controllo che nessun asbesto era stato ‘individuato in alcun campione’ del talco prodotto tra dicembre 1972 e ottobre 1973”. Tre test di laboratorio condotti tra il 1972 e il 1975 avevano rilevato una quantità piuttosto elevata di asbesto.

Lo scorso anno la J&J era stata condannata dal tribunale di Los Angeles a risarcire 417 milioni di dollari ad una donna che si era ammalata di tumore alle ovaie, dopo aver usato per anni il loro talco. Ma oltre a questo caso eclatante, al momento esistono altri 11.700 procedimenti in corso. Nella maggior parte dei casi trattasi di consumatori che accusano la multinazionale di aver sviluppato una neoplasia dopo aver utilizzato per anni i loro prodotti.  

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Per la Johnson & Johnson piove sul bagnato. L’ennesimo caso segnalato compromette ulteriormente l’immagine della multinazionale. È sì vero che il talco rappresenta ad oggi solo lo 0,5% delle vendite societarie, ma una simile notizie discredita l’intera azienda, che viene sempre più bollata come noncurante e senza scrupoli. I loro detrattori non avranno difficoltà ad affermare che si sono arricchiti sulla pelle delle persone.

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