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Roma

Steve Bannon arriva a Roma per lanciare il suo The Movement. Ed elogia la politica di Salvini

L'ex guru di Donald Trump in visita ufficiale in Italia per lanciare un movimento internazionale populista e preparare la campagna elettorale per le europee ai partiti sovranisti.

Politica
Pubblicato il 10 settembre 2018, alle ore 19:40

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Steve Bannon arriva a Roma per lanciare il suo The Movement. Ed elogia la politica di Salvini

Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump, si trova in questi giorni a Roma per lanciare il suo The Movement, un’associazione che mira a unire la destra europea sotto un’unica bandiera. Durante la sua permanenza nella capitale italiana, ha incontrato Matteo Salvini e Giorgia Meloni, elogiando il capo leghista come “leader mondiale con grandi idee”.

Bannon ha spiegato che il movimento da lui fondato avrà l’obiettivo di preparare una “rivoluzione” della destra europea. Un “moto rivoluzionario” che dovrà partire dopo le elezioni per il Parlamento di Strasburgo nel maggio dell’anno prossimo. Un evento atteso da molti e dove Bannon spera di racimolare quanti più eletti populisti possibili. Cosa che non sembra impossibile, visto il vento che sta soffiando in questi ultimi giorni in Europa. Dove l’aria da burrasca sta destabilizzando la sinistra internazionale e premiando la destra antieuropeista che avanza come un rullo compressore in molti Paesi: dall’Italia all’Ungheria, dall’Austria alla Svezia, dall’Inghilterra alla Danimarca, alla Norvegia.

La sfida di Bannon

“Le prossime elezioni europee-ha detto Bannon- saranno una sfida tra i cittadini normali e le élite tecnocratiche. Grazie al sostegno finanziario e propagandistico di The Movement, nella nuova Assemblea di Strasburgo si formerà un gruppo parlamentare al quale aderiranno più di un terzo degli eletti. Tale gruppo contrasterà in maniera efficace l’arroganza delle élite e metterà fine ai compromessi parlamentari che hanno finora legittimato il primato della finanza sui popoli”.

Ma quali saranno in realtà le funzioni di The Movement? Secondo le intenzioni di Bannon, la fondazione da lui creata sarà un’organizzazione no-profit che avrà il compito di racimolare finanziamenti per le sue attività populiste e fare propaganda a favore dei partiti sovranisti-tra cui la Lega di Salvini-per opporsi alla sinistra globalista e mondialista.

Bannon spiega il progetto “populista” di The Movement: “La nostra è una libera associazione, un club. Spingeremo per formare un gruppo unico populista al Parlamento europeo. Ma conta di più che i leader populisti, indipendentemente dai partiti, si incontrino prima dei vertici europei per prendere posizioni comuni”. L’ex ideologo di Trump, acerrimo nemico di George Soros, ha in mente un progetto chiaro come il sole: portare tutti i populisti sopra lo stesso carrozzone. Un’iniziativa trasnazionale che vuole abbracciare l’Europa come gli Stati Uniti; il Sudamerica come il Giappone e che mira a rappresentare la gente comune abbandonata nelle mani dell’èlite mondiale.

Considerazioni sul lavoro di Salvini e Di Maio

Bannon ha elogiato la decisione di Matteo Salvini di chiudere i porti italiani agli immigrati che entravano illegalmente in Europa con la benedizione delle Ong ridotte a “taxi” del mare: “Così facendo – spiega l’ex consigliere di Trump in una intervista al Messaggero – ha dimostrato che si può passare dalle parole ai fatti”.

Bannon ha anche riconosciuto l’enorme coraggio che hanno dimostrato Salvini e Di Maio. Quelle di mettersi di traverso le grandi multinazionali e la grande finanza. Due flagelli che in questi anni di crisi economica studiata ad arte hanno annichilito la classe medio-bassa italiana, la quale sta dando adesso segni di ribellione e di rivolta contro l’establishment.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Steven Bannon è un grande esperto di comunicazione e un grande stratega. Senza di lui Trump probabilmente non avrebbe vinto le elezioni americane. Vedo che ha una visione del futuro che condivido. Tutti i partiti che si sono basati finora sul Capitalismo e sulla Tecnocrazia hanno fallito. Bannon ha capito che la storia è fatta di popoli e dai popoli. Ha compreso che con un movimento populista occorrerà coglierne il nuovo spirito che aleggia nell'aria. Non meraviglia che abbia voluta Salvini suo alleato. Le idee tra i due coincidono.

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