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Salvini prepara un piano per "degrillinizzare" il governo con l’appoggio dell’Europa

I leghisti non vogliono più convivere con il M5S. Salvini punta a diventare premier con il beneplacito di Bruxelles. E, secondo Giorgetti, l'uscita del M5S dal governo potrebbe portare lo spread a calare di 100 punti.

Politica
Pubblicato il 29 novembre 2018, alle ore 17:14

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Salvini prepara un piano per "degrillinizzare" il governo con l’appoggio dell’Europa

La convivenza tra Lega e M5S ormai sembra non essere più possibile. Ancora di più adesso che Luigi Di Maio trema per le rivelazioni sull’abusivismo edilizio commesso dal padre e sugli operai in nero assunti dalla società di famiglia. Società di cui Luigi detiene il 50% delle azioni, con conseguente complicità morale in ciò che accadeva all’interno.

Da più parti si comincia a chiedere anche le sue dimissioni come vicepremier. Un ministro del Lavoro, ragionano alcuni, non può provenire da una famiglia di abusivisti e sfruttatori del lavoro nero. Sarebbe come se si eleggesse ministro della Giustizia il figlio di un mafioso. Un ragionamento che, almeno secondo l’etica tanto decantata ai grillini, non farebbe una grinza.

Insomma, l’attuale leader del M5S sembra essere alle corde. Tanto che tre ministri della Lega hanno affermato che la situazione è ormai “fuori controllo” e che “il M5S è del tutto inaffidabile” perché i pentastellati sarebbero “troppo eterogenei, fanno una fatica indicibile a stare insieme“, non riescono nemmeno a fare pace tra loro.

Ed ecco allora che lo scenario che si prospetta in futuro è quello di un Matteo Salvini a capo di un governo sostenuto da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, e con il supporto di un nutrito gruppo di dissidenti grillini che sosterrebbe senza problemi un governo composto interamente da partiti del centrodestra, quelli sovranisti, tanto per intenderci.

Ad auspicare questo scenario, sarebbe perfino l’Unione Europea, che non vedrebbe di buon occhio i grillini. Giancarlo Giorgetti, infatti, ha dichiarato che alcuni emissari di importanti Fondi europei avrebbero fatto sapere al vicepresidente del Consiglio che una «degrillizzazione» del governo sarebbe gradita a Bruxelles, tanto da portare a “un calo dello spread anche di 100 punti“.

L’Europa, insomma, non si fida della faticosa e non sempre pacifica convivenza tra la Lega e il M5S. E vedrebbe di buon occhio un Salvini premier come interlocutore politicamente forte a Palazzo Chigi, al posto di un primo ministro come Conte, che sembra vivere tra due fuochi, incapace di prendere iniziative senza dover rendere conto ai due partiti al potere.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Degrillinizzare il governo credo che sia una delle possibili soluzioni per uscire dalla crisi politica che l'Italia sta vivendo. Questo Paese non può sopportare a lungo due partiti che vivono nello stesso condominio e che coltivano spesso interessi divergenti. E, soprattutto, non può essere guidato da gente come Di Maio che, con tutto il rispetto parlando, dimostra di essere troppo giovane e inesperto per fare politica. A questa nazione servono statisti veri, non ragazzini disoccupati in cerca di sistemazione nel Parlamento.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

29 novembre 2018 - 17:16:44

100 punti di spread in meno per conto dell'Europa sono un po' come 30 denari per conto dei Romani: visto com'è finita, a qualcuno dovrebbe dir qualcosa...

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