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Rolling Stone attacca Matteo Salvini: "Noi non stiamo con Salvini, chi tace è complice"

La storica rivista Rolling Stone dedica la copertina a Matteo Salvini con un editoriale senza firma. Il mensile ha voluto chiamare all'appello anche cinquanta persone famose in Italia.

Politica
Pubblicato il 6 luglio 2018, alle ore 10:12

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Rolling Stone attacca Matteo Salvini: "Noi non stiamo con Salvini, chi tace è complice"

Nell’ultimo numero di Rolling Stone viene raffigurata una copertina color arcobaleno con un duro attacco al vicepresidente del Consiglio e ministro dell’interno del Governo Conte: “Noi non stiamo con Salvini. Da adesso chi tace è complice”, in cui aderiscono cinquanta persone tra cui registi, cantanti e altri personaggi della televisione italiana.

La ragione di questo attacco verso il ministro dell’interno viene spiegato dalla stessa rivista: “Fa male vedere, giorno dopo giorno, un’Italia sempre più cattiva, lacerata, incapace di sperare e di avere fiducia negli altri e nel futuro. Fa ancora più male prendere atto che questa rabbia si è fatta potere. Non vogliamo che il nostro Paese debba trovare un nemico per sentirsi forte e unito. Per questo non possiamo tacere”.

In seguito aggiunge che i valori su cui sono state costruite la civiltà e la convivenza sono in serio pericolo. Dichiara infatti di trovarsi costretti a combattere una battaglia di retroguardia su temi che nel passato erano patrimonio indiscutibile e condiviso da tutti. Proprio per questo motivo invita ai lettori di opporsi a chi ci porta indietro, poiché solamente insieme si può immaginare un futuro felice.

Proprio per questo motivo Rolling Stone ha contatto alcuni artisti e personaggi italiani, chiedendo a loro di spiegare: “I pensieri di quelli che condividono la necessità di lottare insieme perché l’Italia rimanga una società aperta, moderna, libera e solidale”. Questi nomi sono molto variegati e tra cantanti, registi, attori e chef si arriva a cinquanta persone.

Tra le persone citate ci sono anche il direttore del TG di La7 Enrico Mentana e Alessandro Robecchi de “Il Fatto Quotidiano“. Entrambi però hanno smentito di aver aderito all’iniziativa. Con un post il direttore del TG ha dichiarato di aver ricevuto questa proposta da parte di Rolling Stone ma ha risposto con un secco “no”, mentre Robecchi rivela di non credere a questi appelli.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - Un duro articolo da parte di Rolling Stone, anche se avrei preferito una firma a questo editoriale, che avrebbe portato sì a tutti i rischi del caso, ma sicuramente sarebbe stata più significativa. E difficile esporsi più di tanto, anche se si discute sul fatto che alcune persone in realtà non hanno mai dato il loro consenso.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

06 luglio 2018 - 14:26:05

Credo sia molto di moda (e proficuo per vendite e sponsorizzazioni) etichettarsi come "radical chic".

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Fabrizio Ferrara
Claudio Bosisio

06 luglio 2018 - 14:47:51

O citare Salvini: ormai è sulla bocca di tutti.

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Claudio Bosisio
Claudio Bosisio

06 luglio 2018 - 14:09:21

Rolling Stone ha perso tutta la sua credibilità, da ora si è dichiarata una rivista politica alla pari di "Panorama" e "L'Espresso". Dura constatazione, ma è così.

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