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Matteo Salvini e il suo anatema: "Dobbiamo muoverci o ci vorranno 50 anni per espellere i 500mila clandestini del PD"

Durante l'incontro a Innsbruck fra Salvini, Horst Seehofer e Herbert Kickl si è cercato un accordo per la gestione dei flussi migratori: predominante l'idea di far arrivare in Europa solo chi fugge realmente da una guerra.

Politica
Pubblicato il 13 luglio 2018, alle ore 10:58

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Matteo Salvini e il suo anatema: "Dobbiamo muoverci o ci vorranno 50 anni per espellere i 500mila clandestini del PD"

Questa mattina a InnsbruckMatteo Salvini, ministro dell’Interno, ha preso parte ad una sorta di trittico dei volenterosi – Austria, Germania e Italia – per arginare i flussi migratori. Durante l’incontro trilaterale fra Salvini e gli omologhi tedeschi e austriaci, Horst Seehofer e Herbert Kickl, in attesa del vertice Ue, si è cercato un accordo in merito alla gestione degli sbarchi.

“Negli ultimi anni sono arrivati dalla Nigeria 60mila migranti, nella stragrande maggioranza dei casi non profughi e siamo riusciti ad espellerne 700. Quindi voi capite che l’Italia ha un pregresso di 500mila clandestini e se non riusciamo ad espellerne più di 10mila l’anno ci mettiamo 50 anni a recuperare il passato” ha sostenuto il vicepremier sottolineando che il suo intento principe è quello di espellerli in 5 anni.

Secondo Salvini il problema italiano è europeo, perché l’Italia è frontiera esterna della Ue e, quindi, se riusciamo a proteggere le frontiere esterne, la Ue protegge le sue frontiere esterne: le proposte italiane su migranti dovrebbero divenire, a suo dire, proposte europee per garantire la sicurezza dei 500 milioni di europei.

Il Ministro dell’interno ha chiesto ai colleghi di rivedere le regole delle missioni navali nel Mediterraneo perché se sono di contrasto all’immigrazione clandestina il contrasto deve esser autentico, non è tollerabile agevolare il traffico di esseri umani: Allo stesso tempo chiedo l’intervento europeo sulle ong perché è stato più volte provato che abbiano interessi non solidaristici ma economici dietro al loro operato. Non lo può fare l’Italia da sola o Malta da sola, le deve fare l’Ue”.

Il leghista si auspica che le donne e i bimbi che scappano dalla guerra possano fare domanda di asilo prima di arrivare in Europa e che ogni nuovo accordo commerciale sottoscritto con Paesi terzi preveda come clausola obbligatoria che il suddetto, se ricava dei vantaggi dagli accordi con l’Unione europea, debba sottoscrivere la riammissione dei cittadini illegalmente giunti nel territorio europeo.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - L'intesa cercata da Italia, Germania e Austria verteva sulla riduzione degli arrivi in concomitanza con l'aumento delle espulsioni. Con Germania e Austria non mancano le divergenze, sopratutto per ciò che concerne i movimenti secondari - quelli dei richiedenti asilo registrati in Italia che giungono in Germania -. Seehofer pare non voler cedere.

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