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Lo show di Matteo Renzi e l’assurda boutade contro il presidente Conte: "Lei è un premier non eletto, direi un collega"

Matteo Renzi, durante l'intervento al Senato, rivolgendosi a Giuseppe Conte, ha rispolverato il suo canovaccio cabarettistico per attaccare il neo premier appena insediato.

Politica
Pubblicato il 6 giugno 2018, alle ore 18:51

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Lo show di Matteo Renzi e l’assurda boutade contro il presidente Conte: "Lei è un premier non eletto, direi un collega"

Matteo Renzi, tornato dalla Cina, tappa del suo lungo tour da conferenziere, dopo aver trangugiato un panino in piedi alla buvette, ha preso a rammaricarsi per le polemiche ricevute per la sua scelta, osservando che un’esperienza interessante come quella di Pechino è stata guastata dai pregiudizi. Il primo intervento di Renzi al Senato è stato costellato da attacchi al discorso del premier Giuseppe Conte, da battute, stilettate, degne del Ceccherini: “Conte premier non eletto, potrei dire un collega”.

Sui social, lo sfottò è partito galoppante come una giovenca al pascolo e, fra chi ha timidamente apprezzato l’ironia dell’ex segretario del PD, in molti l’hanno attaccato duramente, cogliendo l’arroganza inopportuna e la superbia di un uomo che, forse, farebbe meglio a tacere. In serata, al termine della giornata trascorsa al Senato per la fiducia, Giuseppe Conte ha replicato al dardo velenoso dell’esponente del PD: “Renzi ha detto che sono un suo collega? È professore lui?”

Matteo Renzi nel suo intervento ha sostenuto: “Il Presidente Conte non avrà la nostra fiducia ma avrà sempre il nostro rispetto, lei è anche il nostro presidente. La rispetteremo fuori da questa aula quando porterà i nostri colori al G7, a Bruxelles, quando prenderà la parola all’Onu. Le garantiamo che la nostra opposizione non occuperà mai i banchi del governo in tono provocatorio. Lei è un premier non eletto, direi un collega.

L’ex premier ha aggiunto che nei banchi è presente la coalizione di domani, ma che loro – intesi come PD –  sono un’altra cosa, sentenziando che Lega e Cinquestelle sono diversi, ma con la medesima violenza verbale: “Siamo rimasti sorpresi dal riferimento alle opposizioni, ma la voglio prendere sul serio”, sottolineando che non occuperanno mai i banchi del governo, la poltrona del presidente del Senato, che non insulteranno mai i ministri, e le istituzioni del Paese, al grido “mafia, mafia“.

Il segretario dimissionario del Partito Democratico ha promesso un’opposizione serrata al nuovo presidente del Consiglio, sostenendo che son pronti a convocare il ministro della difesa al Copasir per far luce su alcune circostanze, in riferimento al presunto conflitto di interessi che vede protagonista Elisabetta Trenta, moglie del capitano Claudio Passarelli, recentemente trasferito dalla segreteria della direzione armamenti all’ufficio Affari Generali dell’Esercito.

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Cosa ne pensa l’autore
Chiara Lanzini

Chiara Lanzini - Direi che se avesse un minimo di decenza, Matteo Renzi dovrebbe solamente silenziarsi: la sua arroganza, le sue faccette assurde, non sono più accettabili. La faccia tosta di un uomo dall'operato disastroso. Non l'ho mai apprezzato neppure nelle vesti di sindaco, e quando l'ho veduto nei panni del premier ho provato un brivido.

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