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Le navi Ong? Navi pirata al servizio del grande capitale

Dietro i flussi migratori si nasconde una strana alleanza tra finanzieri e sinistra. L'obiettivo è riempire l'Europa di nuovi schiavi attraverso la navi Ong.

Politica
Pubblicato il 22 agosto 2018, alle ore 14:00

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Le navi Ong? Navi pirata al servizio del grande capitale

La nave Diciotti, ancorata al porto di Catania e con i profughi a bordo a cui è stato impedito di scendere fino a quando l’Europa non si farà carico di loro, ha acceso ancora una volta i riflettori sulle navi Ong. Ma chi sono in realtà le navi Ong? Qual è la loro vera missione? Davvero puntano solo a salvare vite umane?

La risposta sembra essere negativa. Dietro il paravento della solidarietà e dell’accoglienza, dietro la maschera del buonismo, queste navi stanno comprendo interessi politici, economici e finanziari che travalicano il mero obiettivo dei salvataggi in mare. La loro vera missione è quella di importare nuovi schiavi e nuovi consumatori nell’invecchiata Europa.

La nave Open Arms, per esempio, è sovvenzionata da una grossa compagnia marittima e si avvale del sostegno di grandi gruppi finanziari internazionali che stanno sovvenzionando anche la sinistra italiana, che con la sua politica pro-immigrazione ha permesso che il nostro Paese fosse invaso in pochi anni da più di un milione di clandestini.

L’aspetto più insidioso di questa tratta di esseri umani, fatta passare per emergenza umanitaria, è il sostegno garantito da magnati come George Soros. Questo signore novantenne, considerato tra gli uomini più ricchi del pianeta, è il principale finanziatore delle Ong, alle quali ha stanziato un cifra che si aggira sui 18 miliardi di dollari.

La bandiera umanitaria è usata per camuffare scopi più sottili e meno filantropici. Il vero obiettivo delle Ong, sorte improvvisamente dal nulla, non è salvare vite in mare, ma usare i flussi migratori per introdurre in Europa manodopera a basso costo, facendo così gli interessi del grande capitale che è sempre in cerca di mezzi per incrementare il proprio del profitto.

Non solo. Ma in un mercato europeo che va sempre di più saturandosi, le grandi multinazionali hanno interesse a finanziare l’invasione africana dell’Europa, per assicurarsi nuovi consumatori. In altre parole, più migranti giungono nel vecchio continente e più le aziende avranno nuovi clienti dei telefonini, delle macchine, dei computer, delle case, dei vestiti di marca.

Per ottenere questo obiettivo, il grande capitale, che sovvenziona la sinistra internazionale come quella di Macron o di Emma Bonino, cerca di abbattere le sovranità nazionali, così da far prevalere la navigazione e il salvataggio in mare sulle regole delle frontiere nazionali. E per fare questo usano le Ong, che come moderi corsari rispondono al cinico gioco di chi le paga per trasportare in Europa i nuovi schiavi.

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Queste sono ormai verità accertate. Purtroppo si è tardato molto a fare 2+2. Fino a pochissimi anni fa i media massonici di regime infarcivano con l'epiteto di "complottista" chi parlava di New World Order, di Piano Kalergi, di laicizzazione spinta dell'Occidente, di industria dell'imbonimento mediatico di massa a forza di ideologie e "nuovi diritti". Ora i "complottisti" sono chiamati "populisti", quando non "xenofobi, razzisti, fascisti". Ma l'attacco è condotto dagli stessi gruppi che conducevano il processo progressista e mondialista. E che ora cominciano a guardarsi attorno perplessi dopo la Brexit, Trump, Orban, Putin e Salvini che non gliele manda a dire e li denuda sempre di più, mostrando quanto questo piano di invasione sia dannoso e pericoloso per la sopravvivenza della civiltà europea.

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