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La Libia salva un gommone di migranti alla deriva. E Salvini si fa beffe delle Ong

Il rimorchiatore di una petroliera libica intercetta un gommone con 120 migranti a bordo, e li riporta a Tripoli. E Salvini esulta: "Tanti saluti a Ong e scafisti".

Politica
Pubblicato il 24 novembre 2018, alle ore 13:01

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La Libia salva un gommone di migranti alla deriva. E Salvini si fa beffe delle Ong

Le Ong hanno ripreso a solcare il Mediterraneo per cercare nuovi migranti da salvare e, guarda caso, all’orizzonte sono rispuntati i gommoni della speranza. La Ong Mediterranea l’aveva detto: sarebbe tornata a operare per sfidare il governo italiano, rendendosi disponibile per salvataggi in mare al posto delle unità di Guardia Costiera.

Una sfida che non ha tenuto conto della chiusura dei porti italiani, della linea della fermezza voluta dal Viminale per interrompere l’estate degli sbarchi sulle coste italiche. E che, soprattutto, non ha tenuto conto dello scandalo dei rifiuti pericolosi che queste imbarcazioni scaricavano in Italia, come se tutto ciò fosse giustificato da un’emergenza umanitaria che ha assunto i tratti di petulante business. 

E invece, ieri, qualcosa non è andata per il verso giusto per queste imbarcazioni cosiddette “umanitarie”. Un gommone con 120 migranti a bordo ha inviato una richiesta di soccorso, poiché l’imbarcazione faceva acqua da tutte le parti. La segnalazione è stata raccolta dalla Mediterranea che, insieme a Open Arms e Sea Watch, ha attivato “una flotta umanitaria aperta a tutti i cittadini” per i soccorsi in mare.

Ma prima che arrivasse sul luogo indicato dai profughi, un rimorchiatore libico, che operava in prossimità di una petroliera, ha intercettato il gommone, lo ha raggiunto, ha recuperato i migrant,i e ha atteso l’arrivo di una motovedetta della Guardia Costiera libica, la quale ha comunicato alle autorità italiane di aver preso in mano il coordinamento dei soccorsi.

Il commento di Salvini, una volta appresa la notizia del salvataggio da parte della Libia, è stato entusiasta e lapidario: “Tanti saluti a scafisti e Ong”. Intendendo dire che, dopo gli accordi con Tripoli, il giochetto si è interrotto e che il traffico di esseri umani, gestito da scafisti e Ong, ha subito una brusca frenata. E, con essa, anche un brusco calo dei guadagni.  

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - Non si può certo negare che il flusso migratorio verso l'Italia si sia completamente interrotto da quando il Viminale ha adottato la linea dura.Tuttavia, dando mezzi adeguati alla Marina libica, si può sperare anche nei prossimi anni in una riduzione consistente di quelli che, per la maggior parte, sono migranti economici. Cioè sono migranti che non scappano da guerre o persecuzioni, ma sono funzionali a un certo capitalismo che su questa gente specula.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

24 novembre 2018 - 13:05:03

Credo che, al contenimento dell'arrivo dei clandestini, abbia contribuito più l'incontro di Conte con il generale Haftar, a Bengasi, che l'accordo con il premier fantoccio Fayez al-Sarraj che, ad eccezione del territorio tripolitano, conta assai poco in Libia.

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