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Inchiesta di Fanpage sui rifiuti in Campania: si è dimessa una terza persona

Si tratta del presidente di una società pubblica che gestisce i rifiuti in Campania: nel video girato dall'infiltrato del giornale online un suo collaboratore sembra accettare una mazzetta.

Politica
Pubblicato il 21 febbraio 2018, alle ore 15:20

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Inchiesta di Fanpage sui rifiuti in Campania: si è dimessa una terza persona

Negli ultimi giorni ben tre persone hanno dato le dimissioni dai loro incarichi pubblici in seguito all’inchiesta del giornale online Fanpage sulla corruzione e la gestione dei rifiuti in Campania. L’ultimo in ordine di tempo è stato Biagio Iacolare, presidente di Sma Campania, società di proprietà della regione che ha in carico il risanamento ambientale, e protagonista del terzo video pubblicato da Fanpage.it in cui è possibile vedere un mediatore che dice di parlare per conto di Iacolare ricevere una borsa in cui afferma di aver inserito 50 mila euro.

Iacolare è la terza persona con funzioni pubbliche a dimettersi in seguito all’inchiesta del giornale online di Napoli. Per primo si era dimesso Lorenzo Di Domenico, consigliere di amministrazione della Sma Campania. Domenica poi si è dimesso anche Roberto De Luca, assessore al Bilancio del comune di Salerno e figlio del presidente della Campania Vincenzo De Luca, la figura più importante tra quelle finora coinvolte nell’inchiesta.

Una terza persona si è dimessa a seguito dell’inchiesta di FanPage

Nella sua inchiesta, che dovrebbe comprendere in totale sette video, Fanpage ha utilizzato come ‘infiltrato’ e agente provocatore un ex camorrista con grande esperienza nel traffico dei rifiuti e collaboratore di giustizia, Nunzio Perrella. Nell’introduzione all’inchiesta, Perrella racconta che avrebbe voluto sfruttare la sua esperienza per smascherare i politici agli ordini della procura, ma spiega di non avere ottenuto il permesso.

Per questo motivo si è accordato con Fanpage.it e, grazie all’assistenza dei giornalisti della testata, si è finto per settimane un imprenditore nel settore dei rifiuti riuscendo a organizzare appuntamenti e incontri con diversi politici della regione, proponendo loro affari e tangenti. Utilizzare “agenti provocatori” per spingere le persone a commettere reati è illegale in Italia, e perciò l’autore dell’inchiesta Sacha Biazzo e il direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini risultano iscritti nel registro degli indagati.

L’episodio che ha suscitato il maggior clamore fino a questo momento è sicuramente quello che riguarda Roberto De Luca. Durante l’incontro Perrella finge di voler proporre la propria azienda, ‘una multinazionale’, per la gestione dello smaltimento di ecoballe (cilindri di grosse dimensioni in cui si compattano i rifiuti solidi urbani, trattati eliminando le parti non combustibili e le materie organiche) all’estero, e a tale scopo fa organizzare un incontro con De Luca.

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