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Il Sud Italia diventa il feudo del Movimento 5 Stelle

La tornata elettorale appena passata ha consacrato il Movimento 5 Stelle che conquista tutte le regioni del Sud che con il loro volto ribaltano la politica tradizionale.

Politica
Pubblicato il 6 marzo 2018, alle ore 01:32

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Il Sud Italia diventa il feudo del Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle conquista tutto il centro sud Italia che, oltre a consacrarne una vittoria schiacciante come partito (circa il 33%), si pone come vera e propria roccaforte dei grillini capitanati da Luigi Di Maio. In un territorio troppo spesso abbandonato a se stesso e dove si sono avvicendati politicamente la destra con Berlusconi e il Partito Democratico, i cittadini dell’Italia meridionale sono stati un pesante ago della bilancia per la politica tradizionale.

Quasi tutta la Sicilia e tantissimi comuni della Campania hanno scelto all’unanimità la fazione politica più discussa degli ultimi anni. Il governo non si è ancora formato e, in attesa delle consultazioni con il Presidente Mattarella, è il momento di analizzare il voto di quella parte dell’elettorato che ha sancito un risultato storico.

Da dove nasce il voto dei cittadini del Sud

Per molti sembrerà un quesito banale, quasi scontato, eppure guardando i risultati non sembrerebbe affatto così. La verità è quasi unica in tutto il centro sud Italia. Questa grande porzione dell’Italia ha dimostrato di essere stanca, di non avere alcun tipo di futuro, di continuare a guardare i propri figli andare via, di essere sempre molti anni indietro rispetto al nord.

La questione meridionale è stata troppo spesso affrontata con superficialità e troppo spesso è stata sfruttata come lascia passare per vincere le elezioni di turno, per ridursi come sempre ad un nulla di fatto. Le radici in cui affonda il malcontento dei cittadini napoletani, calabresi, baresi o palermitani, va ritrovato in una situazione che rasenta l’invivibilità di questi territori. Questione, quella del Sud, che lo stesso Matteo Renzi, e nemmeno i suoi predecessori, non hanno saputo affrontare.

E’ stato definito voto di protesta e, a guardare i numeri, ad una protesta di questa portata non eravamo più abituati. Il Sud Italia questa volta ha urlato ad alta voce la rabbia delle periferie senza voce da anni inascoltate, la rabbia di un popolo messo nemmeno in secondo piano. Questa volta le cittadine del Sud non si sono lasciate abbindolare dai vari leader politici che l’hanno sfruttata come passerella politica ed hanno rimandato al mittente tutte le belle promesse.

Il Movimento 5 Stelle ha trovato il suo feudo e non sarà affatto un lavoro facile conservarlo, ma soprattutto valorizzarlo e risolvere le molteplici questioni che lo affligono. L’espressione di queste regioni è univoca, netta e chiara, segnando un taglio netto con il passato.

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Cosa ne pensa l’autore
Ciro D'agostino

Ciro D'agostino - Il voto delle regioni del Sud è sicuramente un voto di protesta nei confronti di una classe politica che ha sprecato sempre belle parole, ma senza mai concretizzare nulla. Napoli, Bari o Palermo, sebbene in maniera diversa, vivono un perenne declino. Vivono un territorio martoriato dalla criminalità, un territorio dove lo Stato è quasi assente. Le città ogni anno si svuotano di giovani che sono costretti ad emigrare al nord o all'estero. Nel Sud Italia il tasso di disoccupazione aumenta in netta controtendenza con quello che avviene nel Nord Italia. Il Movimento 5 Stelle ha saputo dar voce a questi cittadini ed avrà l'arduo compito di mantenere fede alle promesse di riqualificazione e di valorizzazione del Sud Italia.

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