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Il M5S studia un decreto legge per imbavagliare la stampa scomoda

I grillini gridano al complotto. In un lungo post sul "blog delle Stelle", Di Maio punta il dito contro la stampa "nemica". E promette una legge contro "gli editori impuri".

Politica
Pubblicato il 30 novembre 2018, alle ore 18:38

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Il M5S studia un decreto legge per imbavagliare la stampa scomoda

Le inchieste giornalistiche sembrerebbero non essere gradite ai Cinque Stelle. Soprattutto quando svelano retroscena imbarazzanti sulla vita dei grillini. Il quotidiano Il Giornale e il programma televisivo Le Iene hanno scoperchiato casi certificati di abusivismo edilizio e di lavoro nero nella famiglia Di Maio, e pare che questo abbia dato fastidio a Giggino.

Già, perché il leader del M5S ha puntato per l’ennesima volta il dito contro l’informazione, come faceva Beppe Grillo negli anni d’oro del Vaffa Day, accusata di non essere obiettiva. Anche se riporta notizie del sequestro dei terreni della famiglia Di Maio da parte dei vigili urbani che hanno accertato che quei terreni, sì, in effetti, erano davvero abusivi.

Di Maio, però, non è d’accordo e sul suo blog scrive: “La strategia messa in atto dalle lobby, famiglie di grossi imprenditori e banchieri, una volta perso il controllo sul potere legislativo ed esecutivo, si è orientata all’uso brutale dell’unico potere che gli è rimasto in mano, il quarto, quello mediatico. E la strategia ha un nome: delegittimazione”.

Per Giggino Di Maio, quindi, riportare una notizia vera, come l’assunzione di lavoratori in nero, come certificato anche dagli atti della magistratura, che parlano di una denuncia formale presentata dall’avvocato di un dipendente contro la società Di Maio, equivale a una bugia finalizzata a delegittimare il movimento, gettando fango sulla presunta “verginità” di un movimento smascherato nella sua presunzione.

Ecco perché Di Maio lancia un appello a suoi elettori: “Questo post era doveroso per spiegare a tutti quello che sta accadendo in questi giorni, per ribadire che non ci facciamo intimidire da nessuno e per chiedervi di mantenere alta l’attenzione sulle notizie che vi vengono propinate ogni giorno”.

Le notizie propinate ogni giorno – come afferma Luigi – dicono chiaramente che la famiglia Di Maio non è composta da stinchi di santi. E questo è un fatto, non un’opinione. Le cronache di questi giorni ci hanno consegnato l’immagine di un capo politico che, mentre da un lato predicava onestà e legalità, dall’altra era complice di un papà che sfruttava i lavoratori in nero.

Notizie reali, documentate, confermate da atti giudiziari e sequestri municipali ma che, a quanto pare, infastidiscono i grillini perché minano la loro credibilità. Una credibilità che sta scendendo ogni giorno, tanto che – secondo gli ultimi sondaggi – il M5S è stato superato dai consensi elettorali non solo dalla Lega, ma addirittura da Forza Italia.

Le inchieste giornalistiche, dunque, fanno paura ai pentastellati. Ecco perché, sul tema dell’informazione, è intervenuto anche il ministro Fraccaro (M5s), che ha annunciato una nuova legge sugli editori: “Il governo del cambiamento ha a cuore l’informazione libera, che deve necessariamente basarsi sull’autonomia dei mass media dal potere politico ed economico”.

I grillini puntano allora ad approvare una legge contro gli editori che fanno gli interessi di lobby politiche ed economiche: ” Il diritto dei cittadini all’informazione – aggiunge Fraccaro– non può continuare ad essere calpestato da un sistema che sta delegittimando il M5S per difendere interessi affaristici degli editori impuri. L’Italia deve avere un’informazione indipendente, al servizio dei cittadini e non delle lobby”.

Sicché, per Fraccaro, riportare la notizia di reati commessi dai grillini, come lo scandalo dei rimborsi elettorali, con alcuni pentastellati che truffavano il partito non versando o fingendo di versare la quota di stipendio che tutti gli eletti del M5S erano tenuti a elargire a un fondo per il microcredito, è una notizia che non fa gli interessi dei cittadini. Forse vogliono dire che non fa gli interessi dei Cinque Stelle?

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Cosa ne pensa l’autore
Mario Barbato

Mario Barbato - I Cinque Stelle vogliono una legge contro chi delegittima il partito ma non si sono accorti che si stanno delegittimando da soli. Dopo aver gridato "al lupo al lupo" hanno finito per assumerne le stesse fattezze e gli stessi vizi. E adesso che la loro ipocrisia viene smascherata ogni giorno, vorrebbero uscire dall'imbarazzo tappando la bocca a chi, dati e documenti alla mano, sta portando a galla le loro magagne.

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