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Dell’Utri resta in carcere. L’incontro con i familiari

Caso Dell'Utri: slitta l'udienza per la convalida del fermo. Il senatore ha incontrato i familiari e ha detto che viene trattato bene. Tra i generi di conforto portati dai parenti figura anche un libro di Seneca

Politica
Pubblicato il 16 aprile 2014, alle ore 15:19

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Dell’Utri resta in carcere. L’incontro con i familiari

Salta l’udienza a Beirut per  convalidare il fermo di Marcello Dell’Utri, che resta in isolamento senza giornali e senza tv. Il procuratore della cassazione locale, Samir Hammud, ha chiesto all’Italia l’incartamento sull’estradizione. Il magistrato intende visionare il dossier giudiziario per incrociarlo con i risultati delle indagini che il Libano sta conducendo, e decidere se i reati impugnati vengano confermati. Quindi si allungano i tempi; la velocità dell’arresto non significa che l’ex senatore e fondatore di Forza Italia riapparirà presto a Fiumicino sotto scorta dell’Interpol. Nelle prossime ore è atteso a Beirut un funzionario della giustizia italiana, ma intanto nella giornata di lunedì, Dell’Utri ha incontrato la famiglia. La moglie Miranda e il figlio Marco gli hanno portato un po’ di affetto, dopo il fermo di sabato all’Hotel Phoenicia. La moglie, che vive ormai a Santo Domingo, lo ha raggiunto da New York e con lei sono arrivati i generi di conforto essenziali per il prigioniero, come farmaci e libri. Un quarto d’ora è durato l’incontro con i familiari, tanto è bastato per far loro sapere che viene trattato bene  e per trasmettere il suo buon umore.

Dell’Utri gioca a Beirut le ultime mosse della sua annosa partita a scacchi con le procure. Il giorno fatidico entro il quale la richiesta di estradizione verrà presentata a Beirut è l’11 maggio, 30 giorni dopo l’arresto provvisorio. La valutazione passerà per la Procura generale e per il Ministero della Giustizia, ma l’ultima parola dovrà dirla il Consiglio dei Ministri libanese. E l’ex senatore potrebbe contare su qualche amicizia di peso, anche se l’ufficio stampa del presidente del Partito delle falangi libanesi Amin Gemayel ha liquidato la voce rimbalzata dai media italiani, che vede Dell’Utri in missione per conto di Putin e Berlusconi a sostegno della sua campagna elettorale.

Intanto la Procura di Palermo continua le indagini per capire quale fosse il disegno che ha portato Dell’Utri a Beirut. Un compito non semplice visto che al momento della sua fuga, sempre smentita, non configura nemmeno un reato. Sebbene si sia mosso con un biglietto comprato a suo nome, egli aveva preso qualche precauzione, viaggiava col figlio Marco e la prenotazione nell’albergo era protetta da privacy. E’ anche possibile che avesse scelto quell’albergo per poter intavolare da lì qualche trattativa. A mettere le forze dell’ordine sulle tracce del senatore è stata l’assenza dall’Italia del figlio Marco, rintracciato infatti in Libano.

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