“Lui non lo vogliamo”, non volevano essere serviti dal cameriere senegalese. La reazione del titolare del locale è epica (1 di 2)

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Pubblicato il 31 luglio 2018, alle ore 11:45

“Lui non lo vogliamo”, non volevano essere serviti dal cameriere senegalese. La reazione del titolare del locale è epica

Titolare del bar caccia clienti per difendere il suo cameriere di colore: “Qui non facciamo distinzioni”

Un nuovo episodio di razzismo, il titolare di un bar caccia via dei clienti per difendere il suo cameriere di colore. “Non vogliamo essere serviti da quello lì”, quello lì si chiama Mamadou Niang, un ragazzo di 18 anni senegalese che lavora a Cala Gonone una località turistica sulla costa di Dorgali. Quattro ragazzi erano seduti al tavolo di un bar a Dorgali ed hanno espresso chiaramente il desiderio

“Lui non lo vogliamo”, non volevano essere serviti dal cameriere senegalese. La reazione del titolare del locale è epica

di non voler essere serviti dal ragazzo di colore, per questo motivo il titolare del bar ha deciso di non servirli.

Bar difende il suo cameriere nero: “Non volete essere serviti da lui? Potete andarvene”

L’ennesimo episodio di razzismo è accaduto all’Iris Caffè in Sardegna, quattro ragazzi hanno ordinato le loro bevande ed hanno precisato alla cameriera: “O ce li porti tu o il titolare. Lui non lo vogliamo“. Visto gli atteggiamenti razzisti nei confronti del suo dipendente, il titolare del Bar, Dionigio Fronteddu ha detto ai clienti razzisti: “Qui non facciamo

“Lui non lo vogliamo”, non volevano essere serviti dal cameriere senegalese. La reazione del titolare del locale è epica

di queste distinzioni“. La stessa vittima ha raccontato l’episodio ai microfoni di Videolina insieme al proprietario del bar che ha allontanato i razzisti, quattro ragazzi sardi.

I ragazzi hanno ordinato una birra ma hanno chiesto di non essere serviti dal cameriere di colore. “Non volevo crederci“, ha racconta al Tg dell’emittente sarda il titolare del locale, Dionigio Mereu Fronteddu. “Alla fine, però, visto l’atteggiamento, li ho invitati ad accomodarsi fuori dal locale. Qui non facciamo distinzione per il colore della pelle, ma solo tra buoni e cattivi”, poi ha