Ponte Morandi, Matteo Renzi contro il M5S-Lega: ”Hanno fatto il funerale con la ola come allo stadio” (1 di 2)

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Pubblicato il 27 settembre 2018, alle ore 16:23

Ponte Morandi, Matteo Renzi contro il M5S-Lega: ”Hanno fatto il funerale con la ola come allo stadio”

“Hanno organizzato la ola, organizzando un funerale di Stato che era una roba da curva sud”. Lo ha detto a Otto e Mezzo Matteo Renzi, suscitando la reazione del giornalista de Il Fatto Quotidiano.

Matteo Renzi è stato ospitato nel programma Otto e Mezzo” e nel corso della puntata, si è parlato del crollo del ponte Morandi. Il senatore “semplice” ed ex premier, nel tentativo di attaccare il governo Movimento 5 Stelle- Lega, si è lasciato andare ad un’affermazione che non è passata inosservata. La frase ha suscitato subito la reazione di Antonio

Ponte Morandi, Matteo Renzi contro il M5S-Lega: ”Hanno fatto il funerale con la ola come allo stadio”

Padellaro de Il Fatto Quotidiano, presente in studio. Renzi ha esclamato: “Hanno fatto il funerale con la ola come in curva sud e ora ancora non sappiamo chi farà il nuovo ponte. E’ un cialtrone colui il quale strumentalizza un dolore vero e reale“. Antonio Padellaro ha ribattuto: “Non posso farle passare la battuta secondo cui ai funerali di Genova, organizzati dal governo, c’era la ola. Scusi senatore, lei si rende conto di quello che sta dicendo? Era un momento di dolore per tutto il Paese. E adesso ci viene a dire che era

Ponte Morandi, Matteo Renzi contro il M5S-Lega: ”Hanno fatto il funerale con la ola come allo stadio”

tutto organizzato dal governo? Scusi ma forse sta andando un po’ oltre”. Matteo Renzi ha fortemente criticato il Movimento 5 Stelle-Lega sul modo in cui è stato costruito il racconto del funerale: “Nei minuti successivi all’inizio del funerale, quando ancora non c’era stata la prima lettura o il Salmo responsoriale, tutti i direttori di giornale sono stati raggiunti dall’sms dell’ingegnere Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio, che diceva di sottolineare i fischi al Pd, cioè a Pinotti e a Martina, e le standing ovation a Salvini e a Di Maio. Questo modo di concepire il giornalismo