Napoli: incendia cassonetti in strada e la madre gli urla preoccupata perché lo fa senza maglietta (1 di 2)

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Pubblicato il 19 gennaio 2019, alle ore 10:15

Napoli: incendia cassonetti in strada e la madre gli urla preoccupata perché lo fa senza maglietta

Napoli è una città piena di contraddizioni. Chi scrive ci ha vissuto sette anni e la frequenta da quando è nato, quindi sa di cosa parla. Che i napoletani abbiano molti pregi è evidente. Ma è altrettanto evidente che a molti di loro manchi completamente il senso civico e il rispetto per i beni collettivi. In una sola parola, la maggioranza della popolazione napoletana è indisciplinata.

Napoli: incendia cassonetti in strada e la madre gli urla preoccupata perché lo fa senza maglietta

A Napoli e provincia esiste una antica tradizione che si chiama “Cippo di Sant’Antonio”. Non è intenzione di quest’articolo spiegarne le origini e il significato. Sta di fatto che il 17 gennaio ogni quartiere di Napoli accende il suo fuoco che, in estrema sintesi, dev’essere più grande e appariscente di quello di altri quartieri. Già dal periodo natalizio bande di ragazzini si procurano (in mille modi diversi) la legna da ardere la notte del 17 gennaio.

Napoli: incendia cassonetti in strada e la madre gli urla preoccupata perché lo fa senza maglietta

Anche quest’anno la tradizione è stata rispettata e in tutta la città e la provincia sono stati accesi migliaia di “fuocarazzi”. Il più discusso di tutti è stato indubbiamente quello appiccato a Salvator Rosa, zona centrale di Napoli, a metà strada tra il centro storico e il Vomero. A due passi da piazza Mazzini, all’incrocio tra via Imbriani e Santa Monica, alcuni ragazzini hanno acceso il loro fuoco all’interno di un cassonetto dell’immondizia. Accendere un fuoco di grosse dimensioni in un contenitore di plastica per divertimento è semplicemente una pura follia napoletana.