Il piano di Salvini: multe fino a 7mila euro per chi compra dagli ambulanti, vietati anche massaggi e tattoo (1 di 2)

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Pubblicato il 25 giugno 2018, alle ore 15:31

Il piano di Salvini: multe fino a 7mila euro per chi compra dagli ambulanti, vietati anche massaggi e tattoo

Matteo Salvini contro i venditori ambulanti, multe fino a 7mila euro.

Spiagge sicure, il nuovo piano di Salvini riguarda i venditori ambulanti. Dopo i vaccini, i migranti, la scorta a Saviano minacciato dalla camorra, Matteo Salvini ha annunciato una direttiva per chi acquista dai venditori ambulanti occhiali da sole, abiti, borse false, bracciali ecc ma questa nuova direttiva vale anche per si fa fare tatuaggi e massaggi. Il nuovo provvedimento ministeriale “Spiagge sicure” sarà pronto entro fine mese,

Il piano di Salvini: multe fino a 7mila euro per chi compra dagli ambulanti, vietati anche massaggi e tattoo

trasgredisce sarà costretto a pagare delle multe salatissime che arrivano a 7mila euro.

Salvini con questa nuova direttiva si scaglia contro anche a chi affitta alloggi e magazzini per la merce dei venditori ambulanti. Questo nuovo provvedimento dara inviato a tutte le prefetture e prevede il rafforzamento della collaborazione tra le forze dell’ordine e la polizia delle zone balneari. Il ministro Salvini, per attuare i controlli, vorrebbe ricorrere ai fondi europei della legalità. A darne notizia è il quotidiano la Stampa

Il piano di Salvini: multe fino a 7mila euro per chi compra dagli ambulanti, vietati anche massaggi e tattoo

che scrive: “Al centro del progetto, c’è il rafforzamento della collaborazione tra forze dell’ordine e la polizia municipale delle zone balneari. E proprio per andare incontro alle esigenze dei sindaci, che avrebbero difficoltà ad attingere dalle casse comunali per potenziare gli organici dei vigili urbani, Salvini pensa di ricorrere ai fondi europei della legalità. Una possibilità per la verità tutta da verificare visto che nessun paese Ue attinge a quei fondi per pagare gli straordinari alle forze dell’ordine”.

Secondo l’articolo del quotidiano torinese, però, questa sarebbe “una