Divorzio, stop all’assegno di mantenimento: in arrivo la riforma dell’affido condiviso (1 di 2)

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Pubblicato il 17 settembre 2018, alle ore 15:53

Divorzio, stop all’assegno di mantenimento: in arrivo la riforma dell’affido condiviso

Il contestato DDL Pillon, oggi inizia il suo iter parlamentare in commissione Giustizia Del Senato. La riforma del diritto di famiglia è centrata principalmente sui tempi paritetici tra la madre e il padre, la doppia residenza dei figli e l’eliminazione dell’assegno di mantenimento sostituito con un sistema di contribuzione diretta da parte di ciascun genitore.

Questa riforma è stata molto contestata e crea una disparità di trattamento per i figli di genitori separati.

Divorzio, stop all’assegno di mantenimento: in arrivo la riforma dell’affido condiviso

La maggior parte dei minorenni con genitori separati, si ritrova a rifiutare di stare con uno dei due genitori e solitamente, questo è dovuto dai comportamenti di un genitore che adotta con il figlio per cercare di allontanarlo dall’altro genitore.

Ad esempio, succede che un genitore cerca di convincere il proprio figlio di avere un padre o una madre poco presente: “Papà non ci dà i soldi“, “Mamma non ti vuole più bene, adesso sta con un altro“. Di fronte a queste situazioni, un avvocato, un giudice o uno psicologo competente dovrebbe stroncare al più presto questo tipo di manipolazione nei confronti di un figlio.

Divorzio, stop all’assegno di mantenimento: in arrivo la riforma dell’affido condiviso

In molti casi, questo non accade ed è per questo motivo che bisognerebbe investire denaro per risolvere questo problema, “i bambini sono il nostro futuro e su di loro si dovrebbe sempre investire, creare strutture e meccanismi magari non perfetti, perché nel campo del diritto delle relazioni familiari la perfezione non esiste, ma almeno utili e non dannosi“.

Fortemente voluta sia dal Movimento Cinque Stelle che dalla Lega, è stata la legge di riforma dell’affidamento che propone una soluzione di forte impatto mediatico e non va a togliere nessun denaro allo Stato, però non garantisce la serenità di un figlio.