Chiara Ferragni che hai combinato? Mamme infuriate per suo figlio Leone: “ha avuto un miglioramento” (1 di 2)

Notizie Curiose
Pubblicato il 14 luglio 2018, alle ore 09:51

Chiara Ferragni che hai combinato? Mamme infuriate per suo figlio Leone: “ha avuto un miglioramento”

Mamma Chiara Ferragni finisce nei “guai”: bufera su Leone, il figlio social è già uno sponsor

Chiara Ferragni certamente non passa inosservata su Instagram e questa volta a scatenare l’ennesima polemica è stata una sponsorizzazione che non è piaciuta a molte mamme provenienti non solo dall’Italia.

Chiara Ferragni e la sponsorizzazione del latte artificiale che fa infuriare le mamme

L’influencer più seguita d’Italia ne ha combinata un’altra delle sue, ha pensato di sponsorizzare un’azienda che produce latte artificiale. Nella foto è presente la

Chiara Ferragni che hai combinato? Mamme infuriate per suo figlio Leone: “ha avuto un miglioramento”

Ferragni che tiene in braccio il suo bambino di soli 4 mesi, fino a qui tutto bene ma la foto è accompagnata da una didascalia, in inglese, che ha fatto infuriare le mamme di mezzo mondo: “Quando sono in viaggio, mi manca enormemente il mio bambino. Mi rassicura sapere che però ha avuto un miglioramento. Solo il meglio per il mio Leo. Ho scelto (marchio) perché è simile al latte materno e è anche la scelta numero uno raccomandata dai pediatri negli USA”. Poco dopo, il post è stato rimosso probabilmente perché in Italia

Chiara Ferragni che hai combinato? Mamme infuriate per suo figlio Leone: “ha avuto un miglioramento”

pubblicizzare il latte artificiale per neonati è illegale. Infatti il post è stato scritto in ingless, negli Stati Uniti è legale pubblicizzare prodotti di questo genere, sappiamo tutti che Chiara Ferragni si divide tra l’Italia e gli Stati Uniti e quindi diventa difficile stabilire il paese di competenza per un post pubblicato su Instagram.

Molte mamme hanno criticato la scelta di Chiara di pubblicizzare un latte artificiale poiché può dare un messaggio sbagliato ai suoi 13 milioni di follower, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) consiglia da sempre di utilizzare il