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Villapiana, cane ucciso con un’arma da fuoco

Si chiamava Arturo ed era il cane di tutti, un randagio bellissimo, dolce, mite e tranquillo, adottato dalla comunità di Villapiana ma ucciso senza pietà.

Natura e Animali
Pubblicato il 5 novembre 2022, alle ore 15:26

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Villapiana, cane ucciso con un’arma da fuoco

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Si chiamava Arturo ed era il cane di tutti e di nessuno, un randagio bellissimo, dolce, mite e tranquillo, adottato da buona parte della comunità di Villapiana, in provincia di Cosenza, curato in modo particolare dal titolare di una bottega alimentare del centro storico dell’alto jonio calabrese, il quale provvedeva alla pulizia dell’animale, alla sua alimentazione e al calore di una casa quando l’inverno incombeva con il suo gelo.

Ma ieri Arturo è stato ucciso senza pietà con un colpo di proiettile al fianco, strappato brutalmente alle persone che in piazza Dante amavano giocare con lui, nutrendolo e coccolandolo, ricevendo solo affetto da quel cucciolone abbandonato un anno e mezzo fa da una persona sconosciuta, già castrato e in balìa del suo destino.

Dalla ricostruzione degli abitanti che hanno ritrovato il corpo dell’animale, dopo avere udito lo sparo e i lamenti, Arturo si sarebbe allontanato dal centro del paese risalendo corso Italia, presumibilmente per corteggiare qualche cagnolina in calore, e qui sarebbe stato raggiunto dal terribile colpo di un’arma da fuoco che ha decretato tristemente la fine della sua vita.

Sul posto sono accorsi i Carabinieri di Villapiana ed il personale sanitario dell’Asp per accertare le cause del tragico decesso dell’animale, e per indagare sul responsabile di tale gesto, crudele, empio, scellerato e malvagio. Resta l’indignazione di una comunità attonita e addolorata per la straziante perdita di un cane buono e sfortunato, e al quale tutti o quasi tutti, erano legati profondamente. 

Se Mahatma Ganghi riteneva che “la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” allora viviamo in una società umana malata e insensibile, la quale anzichè rispettare e difedere tutte le creature dell’universo si accomoda sul piedistallo più alto e spara su un povero cucciolo che regalava solo gioia a chiunque allungasse la mano per accarezzarlo.

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Cosa ne pensa l’autore
Rossana Lucente

Rossana Lucente - Se pensiamo che in Egitto si venerava il Dio Anubi, con il corpo umano e la testa di cane, siamo ben lontani dall'essere civili, empatici ed evoluti. Molti animali, tra cui il cane, erano considerati sacri, mentre noi abbiamo perso il senso religioso, etico e morale delle nostra inutile vita.

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