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Una ricerca scientifica analizzerà le ripercussioni di un’ipotetica estinzione delle zanzare

Le zanzare sono tra gli animali più fastidiosi del creato, in più non di rado trasmettono malattie potenzialmente in grado di uccidere. Da qui la domanda è inevitabile: che aspetto avrebbe un ipotetico mondo senza nemmeno una zanzara a ronzarci intorno?

Natura e Animali
Pubblicato il 2 ottobre 2018, alle ore 16:32

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Una ricerca scientifica analizzerà le ripercussioni di un’ipotetica estinzione delle zanzare

Le zanzare sono indubbiamente una delle più grosse seccature della stagione estiva. Pruriti, gonfiori e quegli irritanti ronzii, riescono a mettere a dura prova l’aplomb persino dei più patiti in fatto di self control. Da qui non ci stupisce che la maggior parte di noi sarebba disposta a tutto pur di non averle più tra i piedi, considerando inoltre che alcune di esse sono anche portatrici di malattie potenzialmente letali.

Se ciò dovesse mai avvenire, tutti noi ci immagineremmo un mondo decisamente migliore di quello che è oggi. Ma se mettere fine alla loro esistenza sarebbe un bene per l’umanità, non necessariamente lo sarebbe anche per il nostro pianeta. Allo scopo di comprendere quindi a quale scenario potremmo trovarci di fronte, si è gia attivato un team di scienziati di Oxford e del Ghana, facente parte di Target Malaria, un consorzio di ricerca no-profit, finanziato dalla fondazione di Bill Gates. Grazie ad uno studio che si protrarrà per quattro anni, verranno analizzate le ripercussioni legate alla scomparsa di una particolare specie di zanzara denominata Anopheles gambiae.

In altre parole si cercherà di capire quali saranno le ricadute del loro sterminio sugli altri insetti, sulla flora e sulla fauna. La loro soppressione sarebbe un bene, oppure creerebbe degli squilibri nella catena alimentare? Non dimentichiamo infatti che pur essendo degli animali ritenuti molesti, le zanzare non sono state create a caso, ma assolvono un determinato e preciso ruolo. Da qui quali animali ne trarrebbero beneficio e quali eventualmente ne sarebbero danneggiati? Altre specie di insetti ne prenderebbero il posto?

In cosa consiste la nuova ricerca

Per dar vita a questa ricerca, sarà sfruttata una tecnica di analisi molecolare che prende il nome di “Dna barcoding“. La metodologia studierà quali animali si nutrono di questa specie di zanzare, andando ad analizzare le loro feci. Sotto la lente di ingrandimento non potranno che finire i loro maggiori predatori, come ad esempio i pipistrelli. Allo stesso tempo dovranno studiare l’attività impollinatrice di questa specie di zanzare. Si spera così di arrivare ad una soluzione, anche se si tratterà in fin dei conti di un primo esperimento, tra le altre cose circoscritto ad una sola specie di zanzare, quando ad oggi nel mondo se ne contano oltre 3.00070 delle quali in grado di trasmettere la malaria.

Nel frattempo, mentre si attende che la ricerca segua il suo corso, possiamo consolarci con un’altra scoperta tutta italiana. Andrea Crisanti, professore di parassitologia molecolare dell’Imperial College di Londra, ha affermato che è possibile sfruttare una particolare tecnica per modificare parte di un gene delle zanzare chiamato doublesex. Lo scopo sarebbe quello di provocare un sabotaggio genetico che di fatto le estinguerebbe nel giro di una decina di generazioni. L’operazione di ingegneria genetica le renderebbe sempre più sterili, comportando altresì la perdita del loro pungiglione.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Chiunque desidererebbe che le zanzare sparissero una volta per tutte, ma siamo sicuri che ciò rappresenterebbe un bene? L’ecosistema ha necessità di ogni tipologia di essere vivente: laddove uno di essi scompare, si sconvolge un equilibrio che per rimettersi in sesto andrà ad adottare un correttivo. Ed è proprio la portata di quest’ultimo a sollevare un interrogativo che riguarda le potenziali conseguenze sulla natura e sull’uomo.

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