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Rispettare in tutti i modi possibili i cani guida è un atto di serietà

L'UICI chiede a tutti di stare molto attenti a trattare al meglio i cani che ridanno la libertà ai ciechi ed agli ipovedenti, a seguito di un brutto episodio che ha riguardato proprio un cane guida.

Natura e Animali
Pubblicato il 18 maggio 2017, alle ore 11:49

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Rispettare in tutti i modi possibili i cani guida è un atto di serietà

Una donna che abita a Rimini, ipovedente, sta per essere condotta al lavoro, come tutti i giorni, al Comune della città malatestiana, quando sul suo percorso incontra però un ostacolo che non si sarebbe mai aspettata: un cane di grossa taglia, a passeggio per le vie della città con il proprio padrone, ha aggredito Mia, il labrador guida della signora non vedente, il quale è stato ridotto in pessime condizioni ed ora non può più aiutare la signora Paola, la quale si ritrova in grave difficoltà.

L’allarme specifico è stato lanciato dall’UICI Nazionale – l’Unione Italiana Ciechi Ipovedenti – la quale ha lanciato l’allarme: questi cani che accompagnano le persone che hanno perso la vita non sono né dei robot né delle macchine perfette e la loro perdita – da parte di un cieco – significa perdere un sincero compagno di vita oltre che la guida lungo i pericoli della vita di una persona che non può vedere nulla con chiarezza.

La situazione che si pone davanti ai ciechi quando incrociano cani pericolosi è estremamente perigliosa, perché non possono anticipare le mosse rapide ed imprevedibili di questi animali.

Proprio per questo l’UICI chiede, come già la legge prevede, che i cani inseriti nella lista degli animali potenzialmenter pericolosi siano accompagnati – in giro per le città, i parchi e le campagne – con il guinzaglio e la museruola; questa legge non è quasi mai rispettata e per questo si chiede una maggiore sensibilità da parte di tutti i proprietari di cane.

L’UICI spera che l’aggressione subita da Paola e dal cane Mia sia l’ultima di una lunga serie di delitti e di violenze contro i cani guida dei non vedenti. Il rispetto verso questi animali deve essere triplo in rapporto a tutti gli altri, perché essi svolgono una funzione sociale all’interno delle famiglie degli ipovedenti che difficilmente delle persone potrebbero assolvere con tanta naturalezza ed in piena autonomia.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - La situazione gravosa che si è posta di fronte alla signora Paola, non vedente, ed alla sua cagnolina Mia, è risultata imprevedibile e non ha potuto in nessun modo reagire all'aggressione di un cane potenzialmente pericoloso. I cani guida dei ciechi e degli ipovedenti dovrebbero essere rispettati molte volte di più in confronto agli altri animali da compagnia, una responsabilità che si devono assumere tutti coloro che incrociano per strada questi animali. La loro presenza accanto ai non vedenti rappresenta una costante vitale per una vita condotta in modo quasi normale da parte dei propri padroni.

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