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Milano, cane cade nel naviglio. I soccorsi lo salvano appena in tempo

Per un cane sono state ore difficili: nella giornata di sabato 21 luglio è caduto nel fiume Lambro e poi è finito nel Naviglio Pavese, a Milano. I soccorritori lo hanno tratto in salvo in condizioni che potevano mettere a rischio la vita dell'animale.

Natura e Animali
Pubblicato il 23 luglio 2018, alle ore 11:02

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Milano, cane cade nel naviglio. I soccorsi lo salvano appena in tempo

Brutta avventura per un cane nella giornata di sabato 21 luglio 2018 a Milano, nella zona sud-ovest della città quella nota per i Navigli e per i tanti ristoranti e locali che accompagnano gli abitanti della città nella vita notturna. Il fatto si è invece svolto di prima mattina, quando il caldo è ancora attenuato ed il clima è ideale per delle passeggiate.

Il cane, con il suo padrone, stava percorrendo via Santander, una strada che costeggia uno dei tratti meridionali del fiume Lambro che solcano la città nel vasto sistema di canalizzazione sotterranea. L’animale è un lupo grigio di stirpe cecoslovacca di otto anni di età, con una corporatura molto sviluppata.

La bestiola è scivolata nel fiume Lambro ed il padrone, un uomo trentenne, ha fatto di tutto per cercare di trarlo fuori dalle acque, ma la corrente in quel tratto è molto forte e per lui è stato impossibile riportarlo sulla terraferma; il cane è così stato trasportato verso nord, dove questa diramazione del fiume sfocia nel Naviglio Pavese, dove le correnti sono ancora più forti.

In difficoltà e sotto shock, l’uomo ha chiamato i soccorsi ed i Vigili del Fuoco, che sono acccorsi sul posto con una unità e con una pattuglia della Polizia. Il trentenne, nel frattempo, ha continuato a seguire il suo cane mentre la corrente lo portava verso il Naviglio e, successivamente, seguendo la direzione delle acque del canale.

La fortuna del lupo grigio cecoslovacco è stata quella di trovare un cumulo di rifiuti caduti nel bordo del Naviglio Pavese; il cane non si è fatto pregare e si è aggrappato con tutte le sue forze a quell’appiglio, permettendo così ai soccorritori di semplificare le operazioni di salvataggio. Una volta portato in salvo il cane Wallace, il trentenne si è ripreso dal forte spavento ed ha potuto riabbracciare il suo fido amico. L’uomo, una volta intervistato, ha definito i soccorritori come “gli angeli della strada” e li ha ringraziati in tutti i modi possibili.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Vedere il proprio amico animale scomparire nelle acque di un fiume con una forte corrente deve risultare veramente spaventoso, specie se si è legati a lui come se fosse una persona di famiglia. L'uomo, sotto shock, non si è dato pace perché non ha potuto fare nulla per salvarlo, ma la fortuna esiste, talvolta si materializza anche in dei rifiuti accumulatisi nel canale, che hanno dato un appiglio al cane. In caso avverso, l'animale sarebbe morto travolto dalla forte corrente. I soccorritori sono stati fondamentali. Il sollievo per il padrone del cane è stato grande; in caso avverso, invece, non avrebbe avuto pace a lungo. Tutto quinidi è bene quel che finisce bene, si dice.

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