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Loch Ness: un test del dna ci dirà se il mostro esiste davvero

Il mistero che aleggia intorno a Nessie, la leggendaria creatura che vive all’interno del lago scozzese di Loch Ness, potrebbe ben presto venir svelato. Un team di ricercatori ha infatti ideato un specifico test del dna che potrebbe dirci se esiste davvero.

Natura e Animali
Pubblicato il 28 maggio 2018, alle ore 17:21

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Loch Ness: un test del dna ci dirà se il mostro esiste davvero

Con periodica cadenza i media tornano a trattare del famigerato mostro di Loch Ness. Conosciuto più per i suoi presunti avvistamenti che non per le sue reali fattezze, il mostro delle Highlands scozzesi ancora oggi continua a sollevare un affascinante velo di mistero.

Ma la domanda alla quale chiunque vorrebbe avere risposta è semplicemente una: il mostro esiste davvero oppure no? In tutti questi decenni, le prove documentali sono state davvero scarse, contraddittorie se non false. Eppure si trova sempre qualcuno pronto giurare di aver visto affiorare Nessie dalle acque del lago di Loch Ness.

Per sciogliere il rebus, un team guidato da Neil Gemmell dell’università neozelandese di Otago, ha deciso di approntare un test del dna ambientale. In altre parole si ha intenzione di censire tutte le tracce biologiche lasciate dagli organismi che popolano il lago. Ognuna di queste tracce, oltre ad essere raccolta, può anche essere utilizzata per estrarne il dna da confrontare con le sequenze già conosciute e presenti all’interno delle banche dati scientifiche.

La spedizione inizierà i lavori il prossimo mese di giugno e conta di raggiungere l’obiettivo sperato entro gennaio 2019. Secondo gli scienziati che prenderanno parte alla campionatura, mappare l’intero specchio d’acqua permetterà di far luce sulla presenza del celebre mostro conosciuto in tutto il mondo. Eventuali genomi sconosciuti saranno confrontati con quelli di animali preistorici, al fine di evidenziarne delle somiglianze.

Ad oggi la comunità scientifica è poco propensa a credere che all’interno del lago sia rimasto in vita uno stretto parente dei dinosauri. Gli avvistamenti sarebbero per lo più da attribuire a degli storioni di notevoli dimensioni che risalgono in superficie. L’equipé non si concentrerà però solo ed esclusivamente sulla caccia al mostro, ma cercherà di scoprire anche altri dettagli relativi alla flora e alla fauna che popola il lago. Del resto così come fatto presente dallo stesso professor Gemmell, “ci sono tantissimi altri dati che possiamo acquisire studiando gli organismi di Loch Ness, che è lo specchio d’acqua dolce più grande del Regno Unito“.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Ogniqualvolta ci si è mossi per dare un volto al mostro di Loch Ness, le ricerche si sempre concluse con un nulla di fatto. La vedo veramente difficile che un animale preistorico abbia continuato a vivere e riprodursi per milioni di anni all’interno di un laghetto scozzese. Speriamo che questa sia la volta buona per mettere fine all’esistenza di un mito di lunga data.

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