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La tratta dei cani continua: cuccioli dell’Est Europa venduti a 850 euro

La banda che aveva messo in atto questo traffico illecito di cani è stata smantellata grazie al grande lavoro della Polizia stradale di Udine, che ha sbriciolato i piani di facile ricchezza di un gruppo di trafficanti di cuccioli senza scrupoli.

Natura e Animali
Pubblicato il 20 novembre 2018, alle ore 19:53

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La tratta dei cani continua: cuccioli dell’Est Europa venduti a 850 euro

La tratta degli animali e dei cuccioli domestici, in particolar modo dei cani, e la barbarie che ne consegue per quanto riguarda i maltrattamenti, continua spietata e senza sosta. Ma altrettanto spietata ed ininterrotta è la caccia che le forze dell’ordine italiane hanno messo in campo e sulle strade per bloccare questi uomini senza scrupoli e morale.

Nel caso preso qui in esame, i cani erano chiusi all’interno di alcuni furgoni e hanno intrapreso, contro la loro volontà, un viaggio interminabile, partendo con alcuni camion dalla Polonia, dalla Slovacchia e dall’Ungheria, varcando i confini italiani attraverso i valici del Friuli Venezia Giulia, sul confine con l’Austria e la Slovenia. La Polizia stradale di Udine, però, non è stata a guardare.

I cuccioli erano rinchiusi tutti in gabbie strette e sporche, con della paglietta ed una piccola ciotola, in pessime condizioni sanitarie, con poche possibilità di movimento. Un carico preziosissimo, del valore di alcuni milioni di euro. Grazie ad un semplice controllo su un camion nel 2017, durante il quale gli agenti stradali friulani hanno salvato 65 cani, si è risaliti con il tempo alle reali dimensioni del mercato clandestino e a tutti i responsabili dello scempio.

In questi giorni l‘operazione è stata portata a termine e la retata ha portato all’arresto ed allo smantellamento di una banda composta da italiani e stranieri dell’Est Europa, mettendo dunque fine al commercio ed al traffico illecito dei cani, i quali erano tutti sprovvisti di vaccinazioni, certificati e microchip, allo scopo di non essere tracciati.

Nei furgoni i piccoli erano rinchiusi nelle gabbie per i polli, senza ventilazione d’estate e riscaldamento d’inverno, esposti a qualunque genere di malore. Grazie alla Polizia tutti i cani portati in Italia da questa banda hanno trovato una nuova vita nei canili del nostro Paese, ricevendo tutte le cure e le attenzioni che non avevano avuto fino ad allora.

Lo sconcerto è aumentato, secondo i dati riportati dalla Polizia, quando è stato esposto il metodo di vendita: fino ad 850 euro per ricevere uno di questi cuccioli, molti dei quali di razza, maltrattati fino all’inverosimile, resi simili a delle merci e considerati come dei pacchi postali. Questi cuccioli sarebbero poi stati rivenduti in tutto il Nord Italia, generando ricchi profitti per le tasche di questi criminali senza scrupoli. Ma la loro festa è finita.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Io penso semplicemente che questi trafficanti di cani, in realtà dei maltrattatori di animali senza scrupoli e remore morali, debbano finire in carcere e rimanerci molto a lungo. Nessuno di questi esseri deve farla franca. I cuccioli di cane, invece, sono stati tutti salvati; merito della Polizia stradale di Udine e, più ampiamente, di tutte le forze dell'ordine d'Italia, che profondono grande impegno ogni giorno per fermare i traffici illeciti di animali. Ripeto, senza punizioni esemplari per questi uomini maledetti, non ci sarà modo di piegare questo scempio che continua negli anni.

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