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Bergamo, condannato il serial killer dei gatti

Un uomo è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per violenza sugli animali, in particolare questa persona ha ucciso in serie dei poveri gatti. Per l'ENPA è una condanna giusta ed importante.

Natura e Animali
Pubblicato il 3 marzo 2017, alle ore 16:38

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Bergamo, condannato il serial killer dei gatti
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Un uomo di 43 anni, residente a Trescore Balneario, nel Bergamasco, è stato condannato dal tribunale di Bergamo a 3 anni e 6 mesi di detenzione per i reati di maltrattamento e di uccisione di animali.

L’uomo, in particolare, è stato ribattezzato il “serial killer dei gatti“, in quanto amava accanirsi contro i poveri piccoli felini; il giudice ha inoltre disposto, una volta terminata la pena, che l’uomo resti ulteriori due anni in libertà vigilata. Il pm, nel processo di primo grado, aveva richiesto una condanna ad un anno e quattro mesi, ma il giudice ha voluto infliggere una condanna superiore, tre anni e sei mesi.

L’uomo agiva in modo del tutto subdolo per giungere al suo obiettivo: contattava delle donne su Internet alla ricerca di gattini da adottare e, dopo averli presi, sadicamente si divertiva a torturarli e ed ucciderli, postando successivamente le sue foto su Internet tramite Whatsapp. Per l’uomo comunque non si tratta della prima condanna, avendone subita una a due anni per il reato di stalking.

L’avvocato dell’ENPA (Ente Protezione Animali) si ritiene molto soddisfatto per la condanna inflitta, perchè evidenzia che si tratta di una delle pene più severe mai inflitte in Italia per il reato di violenza sugli animali. La presidente dell’ENPA, Carla Rocchi, aumenta il richiamo su questa notizia dichiarando che da Bergamo è giunto un segnale importantissimo e che questa sentenza può costituire giurisprudenza.

La signora Rocchi riconosce che al serial killer dei gatti sono state riconosciute le giuste responsabilità e per questo ritiene che la condanna sia del tutto adeguata per il tipo di reati commessi.

Sono in tanti ad evidenziare la positività di questa condanna, perchè può permettere di dissuadere altri nemici degli animali ad infliggere ingiuste violenze verso di loro e ad avere prudenza nel rapporto con loro.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - La condanna per un uomo a tre anni e sei mesi per maltrattamento ed uccisione di animali apre un portone di giurisprudenza verso questo genere di reati, mai valutati sino ad ora con così tale importanza in Italia: la condanna è assolutamente giusta da tutti i punti di vista ed ha probabilmente più un valore simbolico che reale, perché si interpone da forte monito a chiunque ritenga giusto compiere inutili ed efferate violenze sui nostri amici animali. Questa sentenza fa da scudo verso i quattro zampe ed è veramente importante che anche in Italia si riconosca un certo genere di reati che fino ad ora non aveva ricevuto la giusta importanza.

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