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Kymco annuncia lo Ionex ManyEV, scooter elettrico simil Vespa con batterie intercambiabili e 200 km d’autonomia

L'azienda taiwanese ha fatto il suo ingresso nella mobilità green su due ruote col varo del progetto Ionex, a cominciare dallo scooter ManyEV, una Vespa elettrica con batterie swappabili, dalla velocità massima di 65 km/h, con 200 km d'autonomia.

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Pubblicato il 23 marzo 2018, alle ore 19:32

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Kymco annuncia lo Ionex ManyEV, scooter elettrico simil Vespa con batterie intercambiabili e 200 km d’autonomia

La taiwanese Kymco, nata nel ’63 per offrire parti di ricambio alla più blasonata Honda, ma specializzatasi in seguito nella realizzazione di motocicli e quad propri, ha annunciato (al salone di Tokyo) il proprio ingresso nel mondo della mobilità green su due ruote, col progetto Ionex la cui partenza è affidata allo scooter elettrico ManyEV.

Il progetto Ionex, sostanzialmente, si ispira al concetto di “Never worry about range” (non preoccuparti dell’autonomia/copertura), in relazione alle canoniche domande che ci pone a proposito della propulsione elettrica (ovvero: quanto durerà la batteria, ci saranno sufficienti postazioni di ricarica, quest’ultima in quanto tempo avverrà?). 

Per liberare dall’ansia del rimanere inchiodati in strada con un motociclo a carica zero, Kymco ha previsto di lanciarenei prossimi 3 anni10 modelli, per un totale di 1 milione di unità vendute, con diverse postazioni di ricarica ubicate in stazioni pubbliche o esercizi commerciali privati nei quali, in ottica “swap”, si potrà lasciare le proprie batterie scariche per scambiarle con equivalenti universali cariche, in modo da riprendere al volo il proprio tragitto. 

Si parte col modello ManyEV (EV=Electronic Vehicle), uno scooter che, nell’aspetto, ricorda la Vespa di una volta, non fosse che ha un motore elettrico capace di raggiungere la velocità massima di 65 km/h, grazie ad una powerbank fissa – non removibile – da 40 km di autonomia, che fa da batteria tampone, e che si ricarica tramite due batterie scambiabili (dal peso di 5 kg, con autonomia di 80 km cadauna), poste sotto il pianale, in modo da abbassare il baricentro del motociclo in ottica “tenuta su strada”, e sì da non sottrarre spazio ai vani di ricarica. Nel vano del sotto-sellino, poi, sono posizionabili ulteriori 3 batterie supplementari, simili alle due già citate, che permettono alla ManyEV – nella sua configurazione massima – di andare ben oltre i 200 km di autonomia base.

Nonostante la distinzione delle batterie tra fisse e swappabili, il cervello della ManyEV gestisce tutto il sistema energetico come un unicum, incaricandosi di scegliere di volta in volta ove prelevare l’energia per farne il backup nella batteria tampone (anche col sistema di recupero energetico), e dove prendere quella per alimentare il motorino elettrico.

La ricerca delle batterie (supportati 2000 cicli di ricarica a piena capacità) avviene in 2 ore tramite la connessione ad una presa normale, o in metà tempo ricorrendo ad una colonnina per il fast charge ma, come accennato, qualora non si abbia tempo di fermarsi, è possibile azzerare le attese e ripartire al volo, scambiando le batterie scariche con gemelle cariche prese ove possibile. Il modello ManyEV appare destinato al mercato asiatico, a partire da quello taiwanese, ma l’azienda di Kaohsiung (porto a sud dell’isola) ha promesso l’arrivo di alcuni modelli Ionex per l’Occidente in esibizione già al prossimo salone di Milano (la 76° edizione dell’EICMA prevista tra il 6 e l’11 Novembre a Rho).

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - L'idea di base del progetto Ionex è molto valida: nell'attesa di ottenere batterie dall'ampissima autonomia, e con un peso non esagerato, è meglio creare una rete di ricarica che permetta di scambiare le batterie scariche con quelle cariche, per ripartire al volo. Ogni mezzo, a cominciare dallo scooter ManyEV, è strutturato anche bene, con la presenza di una batteria tampone che, anche nella peggiore delle ipotesi, garantisce 40 km di autonomia per poter arrivare ad una presa elettrica e ricaricare almeno una delle due batteria swappabili. Tuttavia, perché il sistema regga, occorre prima creare l'infrastruttura all'interno della quale gli scooter Ionex dovranno muoversi.

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