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Levi’s: a produrre i jeans anziché gli operai ci saranno dei robot

Entro il 2020 l’azienda di abbigliamento statunitense sostituirà i dipendenti che seguono le fasi di rifinitura dei jeans con dei robot. L’automatizzazione ridurrà l’esposizione dell’uomo ai materiali tossici, abbreviando i tempi di fabbricazione

Moda
Pubblicato il 1 marzo 2018, alle ore 16:41

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Levi’s: a produrre i jeans anziché gli operai ci saranno dei robot

Più di un secolo fa rivoluzionarono il mondo dell’abbigliamento, ora si apprestano a farlo nuovamente adeguandosi ai dettami più innovativi dell’industria moderna. Levi Strauss ha infatti annunciato una svolta epocale: per le finiture dei propri jeans non troveremo più degli operai, ma dei robot-laser.

Tutto ciò avverrà comunque gradualmente, ma l’obiettivo rimane il 2020, anno in cui saranno le macchine ad occuparsi di alcune fasi del processo produttivo. Parliamo in questo caso delle rifiniture e degli eventuali strappi e scoloriture conferite al tessuto.

Con questa modifica il colosso del denim fondato nel 1853 dall’immigrato tedesco Levi Strauss conta di ottenere un duplice beneficio: da un lato ridurrà la presenza di lavori usuranti a cui gli operai sono sottoposti per via dell’esposizione ai prodotti chimici e quindi tossici. Dall’altra parte si ridurranno tempi e costi di produzione. Tutto ciò significherà anche un prezzo più basso al consumatore. Non è un mistero che la società di San Francisco da anni sia alla continua ricerca di una contromossa che possa arginare la dilagante concorrenza dei brand del fast fashion. Marchi come H&M producono infatti dei capi in tempi non solo molto stretti, ma anche a basso costo.

L’amministratore delegato di Levi’s ha affermato che quello del robot laser è “il futuro della manifattura dei jeans”. Questa tecnologia già presente nel settore da oltre 15 anni, verrà ulteriormente perfezionata al fine di escludere del tutto l’intervento umano. Tutto ciò consentirà di rifinire i jeans in 90 secondi contro i 6-8 minuti impiegati dall’uomo (in alcuni casi si arriva anche a 20 minuti). La flessibilità di questi macchinari permetterà anche delle modifiche dell’ultimo minuto. Come se non bastasse, l’avvio ai magazzini per la distribuzione sarà assicurato in meno di tre mesi; oggi i tempi si aggirano intorno ai canonici sei mesi.

Levi’s si adegua così ai nuovi principi dell’automazione della manifattura del XXI secolo. Questo non significherà però, almeno nell’immediato, il tanto sperato ritorno della produzione negli Stati Uniti. Da qui è logico dedurre che molti operai dei paesi in via di sviluppo si troveranno ad affrontare la concorrenza dei robot.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Levi’s è da sempre sinonimo di qualità nella produzione di abbigliamento in stile Yankee. I prezzi dei suoi prodotti sono quindi necessariamente più alti di quelli offerti dalle catene di abbigliamento low cost. Per affrontare la loro concorrenza, lasciando allo stesso tempo inalterata la qualità dei propri capi, era necessario escogitare un espediente: lo sapremo quindi tra qualche anno se la soluzione dei robot-laser avrà avuto successo.

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