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Offerte mobile: le rimodulazioni hanno fatto perdere la fiducia negli operatori? Forse si, ma bisogna fare chiarezza

Da un po' di tempo a questa parte, gli operatori applicano continue modifiche contrattuali. Queste ultime hanno fatto perdere la fiducia dei clienti negli operatori? Forse si, ma è anche vero che le tariffe italiane sono tra le più convenienti.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 21 agosto 2018, alle ore 16:50

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Offerte mobile: le rimodulazioni hanno fatto perdere la fiducia negli operatori? Forse si, ma bisogna fare chiarezza

Da un po’ di tempo a questa parte, alcuni operatori telefonici hanno proceduto ad attivare alcune modifiche unilaterali per alcuni clienti. Per i pochi che non si fossero mai imbattuti in una di esse, non si tratta altro che di una modifica del canone dell’opzione originariamente non prevista in fase di stipulazione del contratto telefonico. La possibilità di applicare tali modifiche è esplicitata nel contratto firmato dall’utente, nel quale si indicano anche i possibili motivi dietro una manovra del genere (miglioramento dell’infrastruttura di rete, mutazione del mercato, ecc…). 

Ripetute rimodulazioni, però, non sono ben viste dagli utenti. Alcuni clienti lamentano di essersi visti applicare una maggiorazione sul costo della propria opzione per la terza volta in un anno e, sebbene la legge preveda il recesso gratuito dal contratto di telefonia mobile, la fiducia nei confronti dell’operatore rischia di vacillare.  Per fare un esempio, una gran parte della comunità di “Mondomobileweb“, non a caso, lamenterebbe la temporaneità delle promozioni come se il consumatore fosse certo che, da qualche mese a questa parte, sarà applicato un aumento alla propria tariffa.

Le proposte per tentare di arginare questo fenomeno sono molteplici: la più accreditata, in ogni caso, consiste nell’introduzione a livello legale di un numero minimo di mesi nel quale l’operatore telefonico non è autorizzato a variare il canone mensile dell’opzione. Si tratta, quindi, di una forma di ‘garanzia’ nei confronti del cliente che può essere sicuro di non incorrere in spiacevoli sorprese. Nella storia della telefonia mobile, CoopVoce è uno di quei pochi operatori che ha scelto di non modificare alcuna delle opzioni proposte ai clienti.

In relazione ai costi nascosti e ai vincoli minimi di permanenza, la “#RivoluzioneIliad” ha di certo cambiato il quadro della situazione. Come si legge dal loro contratto di telefonia mobile, l’operatore si riserva il diritto di modificare le condizioni contrattuali fatta eccezione per le offerte nelle quali si esplicita la dicitura ‘Per Sempre’. In ogni caso, il cliente medio italiano è quello che, a confronto con il resto dell’Europa, paga il canone mensile più economico in assoluto.

In un’indagine dell’anno scorso, è emerso come in Italia una tariffa media con almeno 1000 minuti e 10 GB di traffico costasse appena 18 euro al mese (valore notevolmente diminuito ad oggi) contro una media europea di 48 euro per mese. La situazione, insomma, è abbastanza complessa e merita di essere analizzata caso per caso. Di certo, le rimodulazioni di contratto non hanno creato un buon clima tra i consumatori che, almeno per ora, pongono la propria fiducia sul nuovo arrivato Iliad.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabio Attardo

Fabio Attardo - Le rimodulazioni di contratto non sono mai state ben viste dagli utenti. La convinzione che le offerte 'per sempre' non fossero tali si sta diffondendo sempre di più e ciò non è ben visto né da me né dai consumatori in generale. È vero che le tariffe italiane sono tra le più economiche di Europa, ma questi comportamenti sono da ritenersi comunque inqualificabili. Pertanto, la possibile soluzione consiste nell'applicare delle modifiche al quadro normativo al fine di tutelare l'utente

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