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Huawei ‘bara’ sui benchmark: gli smartphone sono più prestanti solo in fase di test

Ad oggi, i benchmark sono uno degli strumenti più utili per valutare e confrontare le prestazioni di diversi smartphone. Ma bisogna prestare attenzione perchè spesso, come è successo con Huawei, i risultati sono 'truccati'.

Smartphone e Tablet
Pubblicato il 9 settembre 2018, alle ore 11:59

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Huawei ‘bara’ sui benchmark: gli smartphone sono più prestanti solo in fase di test

Quando un utente ha intenzione di acquistare uno smartphone deve prendere in considerazione diversi aspetti. In primo luogo, deve fissare un determinato budget massimo per l’acquisto del telefono. Una volta fissata la spesa massima, è necessario scegliere il prodotto che garantisca il migliore rapporto qualità/prezzo, sebbene tale scelta non sia per nulla facile. Un utile strumento che funge da valido aiuto in questo senso è rappresentato dai benchmark.

Per i pochi che non lo sapessero, si tratta di una serie di test specifici volti a valutare le performance complessive di uno smartphone considerando sia le prestazioni della CPU, sia quelle della GPU che quelle della memoria RAM. Il risultato di tale test si riassume in un punteggio che, confrontato con quello restituito da altri smartphone, agevola nella scelta del giusto dispositivo. Tuttavia, spesso e volentieri, questi test sono volutamente ‘truccati’ dai produttori per spingere all’acquisto di un prorpio smartphone e, stando a quanto trapelato, proprio Huawei starebbe giocando questa tattica.

Tale indiscrezione sarebbe stata portata avanti dal portale web Anandtech. Il sito avrebbe evidenziato che alcuni smartphone (non tutti) del produttore cinese falsificherebbero il risultato restituito dai benchmark. In poche parole, nel momento in cui il terminale comprende di star iniziando una sessione di test, esso aumenta le proprie prestazioni restituendo, quindi, un risultato completamente sballato.

Nello specifico, il test sarebbe stato condotto con un esemplare di Huawei Mate 10 che condivide lo stesso SoC di P20, P20 Pro ed Honor Play. Lo smartphone di Huawei avrebbe restituito dei risultati fino al 50% superiori rispetto agli altri smartphone indicati, rendendo evidente tale pratica portata avanti da Huawei.

Il produttore cinese, però, non è stato a guardare. Secondo una recente dichiarazione, Huawei afferma che tale pratica è molto diffusa in Cina dove, se la stessa non si applicasse, l’azienda ‘resterebbe indietro’. La società ha comunque affermato l’intenzione di divenire più ‘trasparente’ in futuro, permettendo anche agli utenti di migliorare le prestazioni dei propri dispositivi quando lo ritengono più opportuno, sfruttando un’impostazione dedicata.

Nel frattempo, tale pratica non è andata a genio alla piattaforma di benchmark 3DMark. L’azienda che la possiede (che prende il nome di UL) avrebbe rimosso ben quattro smartphone di Huawei dal proprio database: nello specifico, si parla di Huawei P20 Pro, Nova 3, Honor Play e P20. Le ragioni dietro questa scelta sono riferite al comportamento del colosso cinese, il quale viola apertamente il regolamento di 3DMark. 

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Cosa ne pensa l’autore
Fabio Attardo

Fabio Attardo - La falsificazione dei benchmark ad opera di Huawei non è di certo una bella notizia. Sapere di star acquistando uno smartphone volutamente meno prestante dovrebbe far riflettere non poco. Se un utente acquista un determinato prodotto (specie se si tratta della fascia top di gamma), egli pretende le prestazioni massime con pochi compromessi. Personalmente parlando, tale fatto potrebbe anche dissuadermi dall'acquistare uno smartphone della suddetta azienda.

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Commenti
Lucia Santi
Lucia Santi

09 settembre 2018 - 15:07:07

Ciao ciao è proprio vero non prendono la linea

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