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Naipaul, vincitore del Nobel nel 2001, è morto nella sua casa di Londra

Ieri il mondo della letteratura ha dato l'addio a Naipaul, scrittore anglo-caraibico, vincitore del Premio Nobel nel 2001. La moglie ha dato l'annuncio della sua scomparsa su Twitter in un tweet in cui lo elogia come un "gigante" per ciò che ha saputo dare.

Libri
Pubblicato il 13 agosto 2018, alle ore 11:37

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Naipaul, vincitore del Nobel nel 2001, è morto nella sua casa di Londra

Vidiadhar Surajprasad Naipaul, uno scrittore che aveva sangue indiano, londinese e caraibico, premiato con il Nobel nel 2001, è morto nella sua casa di Londra nella giornata di domenica 12 agosto. A comunicare la morte dello scrittore 85enne, è stata la famiglia che ne ha annunciato la scomparsa in un tweet. 

Uno scrittore molto amato e apprezzato tra i suoi lettori per avere scritto numerosi romanzi e saggi, tra cui Una casa per Mr Biswar e Sull’ansa del fiume. E’ morto nella sua casa di Londra a 85 anni. La moglie annuncia la sua dipartita con queste parole: “E’ stato un gigante in tutto ciò che ha fatto e ci ha lasciato nell’abbraccio di coloro che ha amato dopo aver vissuto una vita piena di meravigliosa creatività e di conquiste”.

Era nato nel 1932 a Trinidad, una ex colonia britannica. La famiglia era emigrata dall’India ai Caraibi alla fine dell’800, per poi giungere in Inghilterra dove Naipaul ha cominciato i sui studi ad Oxford e ha anche iniziato la sua carriera di scrittore scrivendo tantissimi libri che raccontavano della sua vita nei Caraibi, tratti dai racconti del padre.

Gli anni 60 sono stati caratterizzati dai tantissimi viaggi che ha compiuto in Africa e in giro per il mondo dove nei suoi libri ha avuto modo di raccontare storie di immigrati che hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza dell’esilio. Alcuni suoi libri, come I mimi”, “In uno stato libero” (1971)e “Sull’ansa del fiume” trattano proprio di questa tematica.

Ha scritto una trilogia sull’India ancestrale: “Un’area di tenebre” (1964), “Una civiltà ferita: l’India” (1977) e “India: un milione di rivolte” (1990). Il 2001 è stato per lui un anno importante perché è stato insignito del premio Nobel con la seguente motivazione: “Ha unito una narrazione acuta e capacità d’osservazione insopprimibile in lavori che ci obbligano a vedere la presenza di storie soppresse”.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Non conosco questo scrittore, non ho mai letto nulla di lui, ma mi sembra che i suoi libri, anche in base a quanto si può trovare sul web, sia molto interessante e stimolante. Uno scrittore che ha raccontato gli emarginati, i migranti a cui si sentiva molto vicino, giungendo anche lui da una famiglia che ha dovuto emigrare.

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