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"Mi vivi dentro": la storia di Wondy raccontata da Alessandro Milan

"Francesca era una guerriera contro il cancro e ora si è trasferita in me. Era energica, vulcanica, entusiasmante. Dopo la chemioterapia tornava a casa a farsi mettere gli adesivi da nostro figlio sulla crapa pelata".

Libri
Pubblicato il 6 marzo 2018, alle ore 09:37

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"Mi vivi dentro": la storia di Wondy raccontata da Alessandro Milan

Il giornalista Alessandro Milan racconta nel suo libro intitolato “Mi vivi dentro” la storia della moglie Francesca Del Rosso morta a 42 anni dopo travagliati periodi di lotta contro il cancro. In una intervista a Le Iene racconta alcuni spaccati di vita di tempi oramai lontani quando la moglie Francesca, tornando dalla chemioterapia, si lasciava “attaccare degli adesivi dal figlio sulla crapa pelata” e la definisce “Wondy” (Wonder Woman) per la forza con cui è riuscita ad affrontare una malattia così crudele senza mai spezzarsi diventando una eroina in grado di dare forza a molti malati.

Il titolo del libro prende spunto dall’ultima frase di una lettere che Alessandro scrisse alla moglie come ultimo commiato. Tutte le emozioni, le gioie e i dolori trasmessi in quella lettera sono poi state trasferite nel suo stesso libro il cui titolo “Mi vivi dentro” è divenuto l’eco di battaglia della lotta combattuta da Francesca. 

E da quella lettera al libro il passo fu breve: esso rappresenta un inno alla resilienza, la capacità di chi sa affrontare gravi difficoltà “senza spezzarsi” con il sorriso sulle labbra, senza perdersi d’animo e con la stessa forza di chi vuole lottare fino alla fine. 

Una storia d’amore iniziata quasi come una favola, dentro l’ufficio dove entrambi lavoravano.

Lei bionda, con gli occhi del colore del cielo, dinamica e con una invidiabile voglia di vivere. Lui troppo preso dalla bellezza di lei che ben presto lo travolgerà in una meravigliosa storia d’amore.

Lei corre per tornare a casa, lui le da il cambio. Succede però nella fretta che i due si scambiano accidentalmente i cellulari e da quel malinteso iniziano degli scambi di attenzioni che tra inviti al cinema e aperitivi si tramuteranno in amore. Da quel legame entrambi imparano a vivere con forza e determinazione fino a quando la vita non chiede loro di dare dimostrazione di ciò che avevano imparato: una terribile battaglia impossibile da vincere. 

Ma nonostante quella consapevolezza, Wondy e Alessandro non si sono tirati indietro: l’abbattimento è per i deboli e nonostante Francesca “abbia perso, alla fine, perché amava tantissimo vivere, ha vinto perché non ha mai permesso al tumore di essere più forte di lei“.

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Cosa ne pensa l’autore
Sara Marletta

Sara Marletta - Poche sono le cose che sfuggono al controllo umano e le malattie sono tra queste. Se non esiste cura, siamo noi a dover creare del sollievo e l'amore funge quasi da terapia contro l'abbattimento e solo in quel caso potremmo dire che "l'amore è una malattia senza la quale non si sta bene".

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