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La letteratura in lutto per la morte di Philip Roth

Philip Roth, uno dei più grandi scrittori di sempre, è morto in ospedale a causa di una grave insufficienza cardiaca. Verrà ricordato per i suoi grandi romanzi che lo hanno reso celebre nel mondo.

Libri
Pubblicato il 23 maggio 2018, alle ore 13:49

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La letteratura in lutto per la morte di Philip Roth

Philip Roth, lo scrittore celebre per capolavori quali Pastorale americana e Lamento di Portnoy, si è spento all’età di 85 anni. Il mondo della letteratura piange uno degli scrittori migliori di sempre. Philip Roth, uno dei grandi della letteratura mondiale, ci ha lasciato, come riporta il New Yorker in un comunicato confermato dall’agente letterario. In base al comunicato, si apprende che lo scrittore è morto per insufficienza cardiaca. L’agente letterario scrive in questo modo la sua perdita: “E’ morto circondato dai suoi amici di una vita che lo hanno profondamente amato”.

Philip Roth era figlio di una famiglia di ebrei giunta in America dall’Europa durante il XIX secolo. Lo scrittore è nato a Newark, luogo in cui la maggior parte delle sue opere sono ambientate. Si è laureato presso l’Università di Bucknell e prese anche un master in Letteratura Inglese. Ha insegnato in moltissime università, mentre incominciava a pubblicare i suoi primi racconti.

Philip Roth è morto in ospedale. Ha ottenuto vari premi e riconoscimenti nella sua vita, tra cui il Premio Pulitzer per Pastorale americana. Nelle sue opere, oltre all’identità americana, sono tantissimi i temi che ha trattato: il sesso, la religione e la morale. Ha dato vita a diversi personaggi, alcuni suoi alter ego, come Nathan Zuckerman, David Kepesh e Alexander Portnoy.

Ha raccontato spesso cosa significasse essere ebrei in una comunità americana, anche se è noto soprattutto per come ha descritto l’America. Il libro Il lamento di Portnoy, pubblicato nel 1969, gli ha dato la fama, ma ha reputato quel libro scandaloso per il modo in cui ha raccontato il sesso senza pudori. Con Pastorale americana ha raccontato l’America, le sue idee, l’opinione politica. 

Ha scritto tantissimi libri, più di 30. Era uno scrittore audace, diretto, che arrivava sempre al nocciolo della questione. Nel 2009 si è ritirato dalle scene letterarie decidendo di terminare così la sua vita di letterato.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Appena ho letto la notizia, il mio cuore si è spezzato. Philip Roth era uno dei miei scrittori preferiti. Ha saputo raccontare e raccontarsi senza fronzoli e senza troppi giri di parole. Una perdita immane per me, lettrice ed estimatrice da sempre. Non ha mai vinto il Premio Nobel, ma ciò che ha scritto rimarrà nei secoli.

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