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Maturità 2020, novità nell’ultima circolare del MIUR

Le indicazioni della circolare MIUR sull'argomento, da poco emanata, prevedono il ritorna del tema ad argomento storico e l'eliminazione delle tre buste tanto temute nel 2019.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 27 novembre 2019, alle ore 14:43

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Maturità 2020, novità nell’ultima circolare del MIUR

Il MIUR ha recentemente emanato una prima circolare sulle modalità di ammissione e di valutazione dell’esame di maturità che gli studenti dovranno affrontare nell’estate 2020. Oltre ai requisiti richiesti lo scorso anno (frequenza e profitto scolastici), nel 2020 sarà indispensabile svolgere attività programmate nell’ambito dei percorsi scuola lavoro, secondo il monte ore previsto dall’indirizzo di studi, e la partecipazione durante l’ultimo anno di corso alle prove Invalsi.

I risultati conseguiti nelle prove non influiranno sull’ammissione, è richiesta la sola partecipazione. La novità era già stata inserita nel decreto Buona Scuola del 2017, ma lo scorso anno il ministro aveva deciso di posticiparne l’attuazione per permettere a docenti e studenti di prendere maggior confidenza con i nuovi test entrati in vigore lo scorso anno. Pur definendosi “personalmente contrario”, l’attuale ministro Fioramonti ha deciso di applicare la normativa e rendere quindi obbligatoria la partecipazione alle prove Invalsi per poter accedere all’esame di Maturità.

Prima e Seconda Prova

La prima prova si svolgerà con molta probabilità il 17 giugno 2020. Gli studenti dovranno cimentarsi con la prova di lingua italiana e potranno scegliere tra testi di tre tipologie:

  • A – Analisi di un testo proposto, vi saranno due scelte. Il brano potrà essere in prosa o poesia di un autore italiano vissuto dall’unità d’Italia in poi.
  • B – Testo argomentativo. Saranno disponibili 3 tracce di cui una su un argomento storico, una probabilmente legata all’ambito letterario e la terza in ambito filosofico, artistico, economico, sociale, tecnologico o scientifico
  • C – Tema d’ordine generale. Il MIUR proporrà due tracce di attualità su argomenti che ritiene affini ai maturandi.

La seconda prova è una prova multidisciplinare, differente a seconda dell’indirizzo scolastico. Le materie, che potranno essere due o più, verranno definite e rese note dal MIUR entro la fine di gennaio. Sono già state annunciate novità rispetto al 2019, infatti oltre agli argomenti, vi saranno variazioni anche sulle modalità di svolgimento rispetto allo scorso anno – per esempio la prova prevista per il liceo classico sarà suddivisa in due parti, una di traduzione e una di comprensione.

Prova Orale e Valutazione finale

La prova orale è una prova che lo studente dovrà sostenere interagendo con la commissione composta da membri interni ed esterni e sarà relativa a più ambiti disciplinari. A differenza dello scorso anno non ci saranno le buste da estrarre, elemento che nel 2019 aveva destato malcontento e aumentato il carico di stress degli studenti. Eliminato anche l’obbligo di presentazione della tesina. Al momento sono state individuate quattro fasi riguardanti la prova orale:

  • Discussione multidisciplinare a partire dai materiali proposti dalla commissione
  • Presentazione delle esperienze di alternanza scuola lavoro o PCTO
  • Discussione su argomenti relativi a  Cittadinanza e Costituzione
  • Correzione delle prove scritte.

Il punteggio finale sarà la somma di diversi fattori: crediti formativi ottenuti nel triennio, voto della prima prova, voto della seconda prova, voto del colloquio. I crediti formativi danno diritto ad un punteggio incluso tra 22 e 40 punti, le altre prove hanno un valore compreso tra 0 e 20 punti ognuna.

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Cosa ne pensa l’autore
Raffaella Dellea

Raffaella Dellea - Credo che l'abolizione delle buste sia una scelta giusta. Non vedo l'utilità di creare maggiore stress nei ragazzi, già agitati per le prove da sostenere per questo test così importante per la realizzazione dei loro sogni e delle loro ambizioni future. Non ritengo utile invece l'introduzione dell'obbligo di presenza per le prove Invalsi, valore aggiunto solo a fini statistici, senza una vera finalità formativa.

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