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Conquista per gli aspiranti medici: immatricolarsi a Medicina senza affrontare il test d’ingresso? Per alcuni ora si può

In seguito a degli studi accurati effettuati dagli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, anche il Tar di Catania sembra aver accettato di consentire ad una cerchia ristretta l’accesso libero alla facoltà di Medicina e Chirurgia.

Scuola e Istruzione
Pubblicato il 20 marzo 2018, alle ore 17:21

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Conquista per gli aspiranti medici: immatricolarsi a Medicina senza affrontare il test d’ingresso? Per alcuni ora si può

Sono sempre di più, in Italia, i giovani (e non) che sognano di diventare medici. Questa aspirazione è, però, resa difficilmente realizzabile. Infatti per frequentare la facoltà di Medicina e Chirurgia è necessario effettuare un arduo test d’ingresso a risposta multipla, richiedente conoscenze in ambito della chimica, fisica, logica, matematica e biologia, ed in seguito al quale viene stilata una graduatoria nazionale.

Alcuni studenti iniziano a prepararsi già dal terzo anno delle scuole superiori, frequentando appositi corsi, e sperando di accedere alla facoltà in questione subito dopo essersi diplomati. Tuttavia, tra i candidati all’accesso alla facoltà più gettonata dei nostri giorni, troviamo anche chi ha ormai conseguito la maturità da diversi anni, ma che non ha mai smesso di sognare di indossare il camice.

Proprio il grande scoglio del test di ammissione ha sollevato nel corso degli anni diverse questioni, anche di tipo legale, in quanto sono in molti a reputare iniquo il criterio utilizzato per selezionare i futuri medici d’Italia.

Ciò nonostante, queste continue lotte non sono state del tutto vane. E’ proprio qualche tempo fa che arriva la notizia bomba: adesso i laureati, laureandi o frequentanti almeno il terzo anno dei corsi di laurea in area sanitaria, se accumulati almeno 25 Cfu in materie che possono essere convalidate nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia, possono immatricolarsi nella facoltà precedentemente citata, ad anni successivi al primo, senza dover svolgere alcun test di ingresso.

Questo traguardo è stato reso possibile grazie all’analisi approfondita degli avvocati Francesco Leone e Simona Fell, i quali dopo aver scoperto l’esistenza di ben 7mila posti vacanti nella facoltà di Medicina per anni successivi al primo, hanno trovato un modo efficace per riutilizzarli. E’ così che qualche settimana dopo l’approvazione dei giudici del Tar del Lazio, arriva anche il “sì” del Tar di Catania.

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano Sardo

Gaetano Sardo - Siamo ancora lontani dal libero accesso alla facoltà di Medicina e Chirurgia, ma è evidente il disagio provocato dal test d’ammissione organizzato dal Ministero dell’Istruzione. E’ proprio quest’ultimo che dovrebbe valutare i diversi livelli di preparazione vigenti nelle diverse scuole d’Italia. Ci si dovrebbe, infatti, assicurare che tutti i ragazzi abbiano la possibilità di ricevere la giusta preparazione scolastica, al fine di superare il test. Non dovrebbe essere necessario frequentare corsi a pagamento in una sede esterna alla scuola, in quanto tutti i giovani dovrebbero avere le stesse opportunità. Quella ottenuta è una piccola vittoria che si spera possa essere un passo verso un criterio più equo.

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