Meta sta accelerando su più fronti tra software e hardware, con una strategia sempre più centrata su intelligenza artificiale e sicurezza degli utenti. Su WhatsApp è in sviluppo la funzione “Scam Alert”, pensata per intercettare messaggi potenzialmente fraudolenti provenienti da contatti sconosciuti direttamente sul dispositivo, senza inviare dati ai server e mantenendo quindi la crittografia end-to-end. In parallelo, sempre su WhatsApp, arriva anche il sistema di trascrizione delle note vocali, che converte l’audio in testo in locale per facilitare la lettura dei messaggi in ogni contesto, senza compromettere la privacy. Sul fronte Instagram, invece, Meta sta testando un nuovo algoritmo per ridurre la ripetitività dei contenuti nei feed degli utenti più giovani, con l’obiettivo di limitare l’esposizione continua a temi sensibili e migliorare l’equilibrio delle proposte tra Reels, Esplora e feed principale. Infine, la società guarda già oltre lo smartphone e punta con decisione ai dispositivi indossabili, preparando una nuova generazione di occhiali smart e un innovativo ciondolo AI con microfono sempre attivo, pensato per trasformare l’ascolto del contesto in trascrizioni e riassunti in tempo reale, segnando un possibile cambio di paradigma nell’interazione quotidiana con l’intelligenza artificiale.
Sul fronte software, WhatsApp sta sviluppando una funzione chiamata “Scam Alert” che mira a segnalare possibili messaggi fraudolenti provenienti da contatti sconosciuti. Il punto chiave del progetto è l’approccio alla privacy: tutto avviene direttamente sul dispositivo, senza inviare i contenuti dei messaggi ai server di Meta. In questo modo la piattaforma mantiene la crittografia end-to-end e allo stesso tempo introduce un livello aggiuntivo di protezione. Quando il sistema rileva un contenuto potenzialmente sospetto, viene mostrato un avviso all’interno della chat con la possibilità per l’utente di bloccare e segnalare il contatto oppure proseguire normalmente la conversazione.
La funzione non è invasiva e non limita le interazioni, ma si comporta come un livello informativo che aiuta a interpretare meglio i messaggi ricevuti. A questo si affianca un’altra tecnologia già in fase di sviluppo, sempre legata a WhatsApp, che riguarda la trascrizione delle note vocali. Anche in questo caso tutto avviene in locale: l’audio non lascia mai lo smartphone e viene convertito in testo grazie a un sistema di riconoscimento vocale sviluppato internamente da Meta. L’obiettivo è rendere più accessibili i contenuti in contesti rumorosi o quando non è possibile ascoltare l’audio, mantenendo al tempo stesso un livello elevato di riservatezza.
Passando all’image sharing, Meta sta testando una nuova evoluzione dell’algoritmo di Instagram pensata per limitare l’esposizione ripetitiva dei contenuti tra gli utenti più giovani, intervenendo soprattutto su Reels, Feed ed Esplora per ridurre la visualizzazione continua di temi potenzialmente sensibili come immagine corporea, alimentazione e ansia. L’obiettivo è introdurre un sistema di “antirrepetizione” che alterni in modo più equilibrato i contenuti suggeriti, evitando che il sistema insista sugli stessi argomenti come spesso accade nei meccanismi di scrolling infinito, con un impatto diretto sull’esperienza quotidiana degli adolescenti. Si tratta di un aggiornamento che si inserisce in una strategia più ampia della società di Mark Zuckerberg, già avviata con restrizioni su termini di ricerca e contenuti ritenuti non adatti ai minori, e che ora punta a una gestione più attiva della qualità del feed. Le nuove regole, ancora in fase di test, potrebbero essere estese anche a Facebook e Messenger, mentre Meta continua a muoversi sotto crescente pressione normativa e giudiziaria sul tema del benessere digitale dei più giovani, cercando un equilibrio tra coinvolgimento degli utenti e maggiore responsabilità nella distribuzione dei contenuti.
Parallelamente, Meta sta lavorando a una strategia molto più ampia nel mondo dei dispositivi indossabili. Secondo indiscrezioni interne, l’azienda avrebbe pianificato il lancio di quattro nuovi modelli di occhiali smart entro il prossimo ciclo di prodotto, con nomi in codice come Modelo, Luna, RBM2 Refresh e Mojito VIP. Alcuni di questi rappresenteranno evoluzioni della linea sviluppata insieme a Ray-Ban, mentre altri introdurranno un posizionamento più premium o sperimentale.
La vera novità, però, è il cosiddetto ciondolo AI: un piccolo dispositivo da indossare come accessorio che integra un microfono ambientale sempre attivo. L’idea è quella di raccogliere continuamente l’audio circostante per generare trascrizioni e riassunti in tempo reale, sfruttando tecnologie derivate dalla startup Limitless. Si tratta di un cambio di paradigma significativo, perché sposta l’interazione con l’intelligenza artificiale da smartphone e schermi a un ascolto continuo del contesto. Tutti questi dispositivi saranno supportati da nuovi agenti AI e da un ecosistema software pensato per il lavoro e la produttività, con l’obiettivo di trasformare i wearable in strumenti quotidiani non solo per la comunicazione, ma anche per la gestione delle informazioni. Meta punta inoltre a un’espansione aggressiva, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere numeri molto elevati di dispositivi venduti nella seconda metà del 2026.