Iscriviti

Paola Barale indignata e offesa: "Due giudici (donne) hanno archiviato il mio caso"

Paola Barale è rimasta profondamente ferita dalla decisione presa dai giudici - donne, tiene lei stessa a precisare - che hanno deciso di archiviare un caso di violazione di privacy, secondo la Barale. Vediamo nel dettaglio.

Gossip
Pubblicato il 27 luglio 2018, alle ore 18:28

Mi piace
9
0
Paola Barale indignata e offesa: "Due giudici (donne) hanno archiviato il mio caso"

I fatti in questione risalgono al 2017, quando Paola Barale si trovava a Ibiza, per un periodo di vacanza. Tutto è iniziato una mattina qualunque, quando appunto la Barale si trovava nel suo alloggio situato all’interno di un villaggio nel quale si poteva accedere solo dopo aver superato una guardiola con personale di sicurezza.

Quella mattina Paola si era appena svegliata e, come può capitare soprattutto in estate, era a seno nudo, pensando di essere al sicuro da occhi indiscreti. Ma così non è stato e un teleobiettivo di un paparazzo ha immortalato quel momento e venduto le foto che hanno fatto il giro del mondo. A questo punto la Barale si è vista violare la sua privacy e per questo motivo ha deciso di fare causa per ottenere giustizia.

I giudici chiudono il caso e la Barale non riesce ad accettarlo

Una giustizia che non è mai arrivata e in queste ore la notizia che il caso è stato chiuso in quanto il “il reato non sussiste”, ha scatenato le ire della showgirl che non ha trattenuto la sua indignazione e ha postato un lungo sfogo sul suo profilo social, corredata da una foto che la ritrae con un cartello in mano a coprirle la faccia e la scritta “Chiuso“.

La Barale non si capacita di questa decisione e fa notare che proprio due giudici donne si sono rese protagoniste di questa presa di posizione: “L’anno scorso sono stata paparazzata a casa mia a seno nudo, in un mio momento privato e non in topless, e per quanto mi riguarda c’è una bella differenza”, precisa una sconsolata ma, allo stesso tempo, arrabbiata Paola.

Sono indignata e offesa perché non mi sento tutelata come essere umano e come donna e, come ho già detto più volte, in un momento così delicato per l’universo femminile, che sta vivendo un periodo tragico dove tutti i giorni si urla e si chiede rispetto e più tutela, mi e vi chiedo se questo vi sembra un messaggio, un esempio di rispetto“. E vuole sottolineare un particolare di fondamentale importanza: “In quel momento io ero Paola, a casa mia, appena sveglia, non c’era nulla di pubblico”. I messaggi di solidarietà non sono mancati e hanno invaso la sua bacheca: almeno questa soddisfazione, Paola l’ha ottenuta!

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Cristina Giuli

Cristina Giuli - Non sono d'accordo con la sentenza emessa dai giudici. Paola Barale non era certo in un luogo pubblico e la sua privacy è stata senza dubbio violata, quindi mi sembra strano che abbiano deciso in tal senso. E non importa che siano donne o uomini, una persona deve essere giusta a prescindere dal suo sesso di appartenenza.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!