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Niccolò Bettarini, le prime dichiarazioni dopo l’aggressione: "Accerchiato da 10 persone, non ho capito più niente"

Il primogenito della showgirl Simona Ventura e dell'ex calciatore Stefano Bettarini ha fatto la sua ricostruzione sull'aggressione subita domenica mattina all'uscita da un locale milanese: ecco le sue parole.

Gossip
Pubblicato il 4 luglio 2018, alle ore 18:11

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Niccolò Bettarini, le prime dichiarazioni dopo l’aggressione: "Accerchiato da 10 persone, non ho capito più niente"

Niccolò Bettarini, il figlio diciannovenne della nota showgirl televisiva Simona Ventura e dell’ex calciatore Stefano Bettarini, dopo alcuni giorni dalla terribile aggressione subita ha finalmente rotto il comprensibile silenzio, rilasciando la sua ricostruzione dei fatti accaduti alle prime ore della scorsa domenica nelle immediate vicinanze di uno dei locali più famosi e frequentati di Milano, l’Old Fashion Café

Mentre Niccolò rilascia le sue diciharazioni agli inquirenti, gli aggressori continuano a fare scena muta davanti al Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Milano, avvalendosi della facoltà di non rispondere nonostante la pesante accusa di tentato omicidio ai danni di Niccolò Bettarini. 

La ricostruzione dei fatti di Niccolò Bettarini

Stando alle notizie riportate dalla testata giornalistica online “TGcom 24”, il figlio di SImona Ventura e Stefano Bettarini racconta come è iniziata la colluttazione: “Mi ha dato alcuni buffetti sulla faccia, ho tentato di respingerlo” – aggiungendo – “mi sono ritrovato accerchiato da 10 persone e non ho capito più niente“. 

La persona che avrebbe quindi dato quei buffetti a Niccolò sarebbe – stando alla ricostruzione della vittima – il 23enne Albano Jakej, che è stato fermato dagli uomini delle forze dell’ordine insieme a Davide Caddeo, Alessandro Ferzoco e Andi Arapi. Queste sono quindi le identità delle qualttro persone che la procura di Milano individua come facenti parte del gruppo degli aggressori. 

Le indagini degli inquirenti si stanno svolgendo senza sosta anche per individuare e fermare le altre persone – secondo i verbali almeno sei coinvolte nell’aggressione. Niccolò prosegue il suo racconto dal suo letto d’ospedale, ricordando di aver preso tante botte tanto da essersi accasciato per terra, e lì finito con un’arma da taglio. 

Forse gli aggressori, così come avevano detto inizialmente, volevano ammazzarlo perché figlio dell’ex calciatore Stefano Bettarini, ma l’intervento dell’amica di Bettarini ha cambiato la situazione: “Zoe è venuta a soccorrermi” – racconta il giovane Bettarini – “e le è arrivato un calcio in faccia“. 

Secondo quanto riportato da “TGCom 24” l’arma da taglio sarebbe stata introdotta all’interno della discoteca, eludendo i controlli della sicurezza e dei metal detector posti all’entrata del locale. Ed è forse anche per questo motivo che il Questore di Milano ha ritirato la licenza al locale per un 30 giorni.

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Cosa ne pensa l’autore
Tiziana Terranova

Tiziana Terranova - Se le ferite del corpo si rimargineranno in tempi relativamente brevi, quelli dell'anima di Niccolò e della sua giovane e coraggiosa amica avranno sicuramente tempi più lunghi. Ci vuole più presenza delle forze dell'ordine sul territorio, specialmente in quei luoghi dove ci sono assembramenti di persone. Mi auguro che adesso giustizia sia fatta.

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