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Emilio Fede si propone per aiutare a riaprire il Casinò di Campione

Quella che fu la casa da gioco voluta da Mussolini è appena fallita, ma c’è chi comincia ad averne già nostalgia. Tra costoro c’è Emilio Fede, che si è detto pronto a fare il possibile per veder riaprire il Casinò di Campione d’Italia.

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Pubblicato il 2 agosto 2018, alle ore 17:35

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Emilio Fede si propone per aiutare a riaprire il Casinò di Campione

Alla fine quella che è stata la casa da gioco voluta da Benito Mussolini è fallita. Secondo quanto riportato dai curatori fallimentari, il Casinò di Campione d’Italia – exclave italiana in territorio svizzero – non avrebbe alcuna possibilità di poter ritornare ad operare. Ad impedirlo non sarebbero solo le norme, ma anche la natura stessa dell’attività ivi esercitata.  

Proprio in ragione della sua chiusura, qualcuno si è rattristato alla notizia, non nascondendo la nostalgia per gli anni in cui non si disdegnava a varcarne la soglia. Tra questi ultimi figura Emilio Fede, storico ex direttore di Rai Uno e del Tg4.  

Conosciuto come accanito giocatore che proprio al casinò presentò il suo libro “Finché c’è Fede”, il giornalista non disdegnerebbe affatto di veder riaprire la casa da gioco. “Mi dispiace che abbia chiuso. Per i dipendenti che restano senza lavoro. Ma anche per i giocatori. Se può servire, io ci sono. Io penso che il Casinò sia pronto a riaprire, magari non si tornerà ai miei tempi ma ci sono le premesse per fare una sala giochi dignitosa”.

Come da lui stesso ricordato, è da circa 30 anni che non lo frequenta più assiduamente. Per lui che abitava a Milano, era quasi scontato andarci nel fine settimana. “Il personale era gentile. Gli ospiti erano molto eleganti. Si stava bene”. Poi quell’eleganza è andata progressivamente svanendo e con essa anche l’atmosfera di un tempo. La clientela di allora è stata pian piano rimpiazzata dai cinesi, i nuovi pendolari che partivano dal milanese per giocare in maniera compulsiva, e già che c’erano si facevano depredare dai cambisti, loro connazionali che prestavano soldi applicando tassi anche del 10% giornaliero.  

Ma alla fine Emilio Fede ha abbandonato il tavolo da gioco, le carte e la roulette. A chi gli chiede cosa lo abbia spinto a darci un taglio, dimostra indubbiamente di avere le idee ben chiare. “Arriva un momento nella vita in cui rifletti. Io fumavo 40 sigarette al giorno per 35anni, Ma ho smesso”. Da qui si augura che il Casinò possa comunque riaprire. “Lo spero. Certo. Bisognerà tenere alla larga le ingerenze della malavita ma quella c’è sempre stata non fosse altro per il giro dei prestasoldi”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Emilio Fede ha dimostrato di essere un viveur che in qualche modo rimpiange gli anni d’oro di Campione. Pur non essendo a livello di Sanremo e Montecarlo, il casinò raggiunse una certa popolarità negli anni ’80. A quei tempi il nostro Paese sembrava un’isola felice, poi con la caduta del muro di Berlino le cose presero una piega diversa. Probabilmente Emilio Fede non ha solo nostalgia del casinò di Campione, ma anche di quei tempi che ormai non torneranno più.

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